Rc auto, arriva il contratto base. Confronti più facili per puntare al calo delle tariffe

Ogni compagnia dovrà offire per legge anche la polizza base che facilita i confronti. Il governo sceglie la via della concorrenza per contrastare gli elevati premi del mercato Rc auto italiano

La via che il governo ha percorso per tentare di abbassare i prezzi delle Rc Auto è quella della concorrenza.
E l’intervento che ha inserito all’interno del decreto ‘cresci Italia’ alcune misure rivolte al mercato delle assicurazioni auto, è volto infatti a favorire l’apertura di  un settore caratterizzato in Italia da agenzie monomandatarie, scarsa presenza di soggetti stranieri e soprattutto elevati premi – "il monte spesa degli italiani per l’RC Auto supera i 18 miliardi di euro", ha appena ricordato il ministro Corrado Passera.

Due i provvedimenti di maggiore di rilievo, che adesso potrebbero dare i loro frutti: l’obbligo per le compagnie di offire un contratto base e l’abolizione della clausola del tacito rinnovo.

La ‘polizza base’ che facilita i confronti

L’obbligo rivolto agli assicuratori di presentare un contratto base vuole aumentare la trasparenza dei costi e offire contemporaneamente al consumatore la possibilità di confrontare facilmente le numerose offerte sul mercato.

Cosa prevede il contratto base? E’ uno schema di polizza standard che comprende tutte le garanzie minime che l’assicurazione auto deve contenere. Non ha una tariffa fissa perché il premio viene definito da ogni compagnia assicurativa sulla base delle caratteristiche del cliente (età, residenza, classe di merito, …) e del veicolo assicurato. Ma ogni contratto base dovrà contenere le seguenti caratteristiche:
 

massimale minimo previsto dalla legge (attualmente, 5 milioni di euro per ogni sinistro, con un limite specifico di 1 milione di euro per i danni a persone e cose);
● nessuna franchigia, la copertura è completa e si basa sul meccanismo di tariffazione ”Bonus Malus”;
guida libera, la copertura è sempre valida a prescindere da chi sia il guidatore del veicolo;
rivalse da parte delle compagnie nei confronti degli assicurati limitate rispetto alle casistiche previste dalla normativa vigente. Tali rivalse scattano soltanto nei casi più gravi o di maggior allarme sociale (ad es. guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti).

A questa formula contrattuale ‘standard’ si potranno aggiungere o togliere benefit o garanzie: ad esempio si potrà togliere la guida libera a favore di quella esclusiva, ottenendo così una riduzione del premio; viceversa   si potranno aumentare i massimali o limitare le rivalse, con conseguente aumento dei costi.
Dunque il prezzo del "pacchetto base" sarà libero e il consumatore potrà fare un reale confronto della convenienza per lo stesso prodotto offerto da compagnie diverse. Un po’ come si fa con la stessa marca di pelati o detersivi in diversi supermercati.
E il confronto risulterà più facile soprattutto per le polizze online che il provvedimento vuole agevolare in quanto "veicolo" di concorrenza.

Niente rinnovi automatici

Il rinnovo tacito della polizza alla sua scadenza è uno dei tipici meccanismi assicurativi che limitano di fatto la concorrenza. Il decreto sviluppo vieta questa pratica consentendo fino all’ultimo giorno la possibilità di passare a un’altra compagnia. Ma attenzione: dimenticarsi del giorno di scadenza della polizza auto può costare caro: 800 euro di multa e il sequestro del veicolo.
Per saperne di più: Rc auto, da gennaio stop al rinnovo automatico della polizza. Alla scadenza sequestro dell’auto.

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