Rating, come funzionano le “pagelle” che fanno tremare mercati e governi?

Le recenti valutazioni sui "debiti sovrani" pongono al centro della discussione finanziaria l'azione e il ruolo delle agenzie di rating. Ma chi sono e come operano questi potenti arbitri della finanza mondiale?

“Standard&Poor’s ha adottato venerdì la storica decisione di tagliare il rating agli Stati Uniti, per cui la prima economia del mondo ha perso la tripla A”.  E’ quanto si apprende da uno dei numerosi articoli di cronaca economica apparsi in questi giorni. Un mese fa si leggeva “L’agenzia Moody’s taglia il rating al debito sovrano del Portogallo” o ancora “Grecia, Fitch taglia il rating a ‘B+’”.

Cos’è il Rating e che significato hanno le pagelle delle agenzie che lo valutano? Cos’è il grado di solvibilità di uno Stato? Come influenzano la valutazione degli investimenti?

Il Rating è il giudizio che gli analisti delle agenzie specializzate in questo tipo di valutazione danno sull’ affidabilità dei debitori. Tale giudizio prende in esame la solidità, la sicurezza, e la capacità presente e futura di rimborso del debito esistente.
I soggetti che si rivolgono alle agenzie di rating per ricevere una valutazione possono essere società quotate, ma anche Stati (si parla in questo caso di rating sovrani).

Il rating viene effettuato da società specializzate, tra queste, quelle considerate più prestigiose, le cosidette big three, sono Standard and Poor’s, Moody’s e Fitch. Seppur con lievi differenze nelle scale adottate, le classificazioni delle tre agenzie vanno dal massimo di affidabilità e quindi di sicurezza, la prestigiosa AAA, fino alla famigerata D, che designa il default, ovvero lo stato di insolvenza dell’emittente, cioè l’in­capacità dimostrata di far fronte ai propri impegni.

Nel caso di emittenti privati la valutazione si affida a criteri più ‘oggettivi’ e il servizio prestato dalle agenzie è a pagamento (va precisato che la maggior fonte di finanziamento dei costosi studi che portano a valutare il rating sono le stesse società emittenti oggetto dell’indagine). Mentre quando l’oggetto del giudizio è uno Stato l’analisi viene realizzata senza compenso (ma offre comunque una grande ‘visibilità’ alla società che effettua l’analisi), inoltre entrano in gioco fattori più complessi, facilmente condizionabili da elementi politici e sociali del Paese.

La finalità nell’attribuzione di rating è quella di informare sul rischio di ogni investimento in obbligazioni, pubbliche o private. Le ripercussioni hanno un peso assai rilevante: un declassamento del rating di aziende o soggetti pubblici, può avere la conseguenza a breve termine di provocare un rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso, e quindi un aumento degli oneri finanziari che potrebbe ricadere sulle tasche del contribuente.
Inoltre, quando viene decretato il declassamento di una potenza economica, la fiducia dei mercati  viene messa a dura a prova… e puntualmente, dopo il fulmine di Standard & Poor’s sul debito Usa, il tuono sui listini di tutta Europa non si è fatto attendere.

Tanto è il potere in mano alle big three che c’è chi comincia a chiedersi se non sia il caso di attribuire un rating alle agenzie di rating.

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