Rapporto Consob: ricchezza delle famiglie italiane ferma da 7 anni

Secondo il IV Rapporto Consob il livello di ricchezza delle famiglie è fermo al 2012 mentre il tasso di risparmio è inferiore alla media europea

Secondo il IV Rapporto Consob sulle scelte finanziarie delle famiglie italiane, la ricchezza è ferma sui livelli di sette anni fa, mentre la capacità di risparmio rispetto al reddito disponibile continua a calare.

Questa indagine, gestita dall’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, analizza questi comportamenti nella prima sezione del rapporto, dedicata ai macro-trend di ricchezza e di risparmio delle famiglie.
Nell’ultima edizione, dai dati raccolti in questa parte della ricerca, è emerso come la ricchezza degli italiani sia rimasta allo stesso livello del 2012, attestandosi a 9 volte il valore disponibile, leggermente superiore rispetto ai valori medi dell’Eurozona, che sono intorno a 8.

Il tasso di risparmio lordo, invece, continua a calare, ed è inferiore rispetto alla media europea. A fine 2017 risultava pari al 9,7% mentre la media è intorno all’11,8%, nonostante il parziale recupero effettuato intorno al 2012 – 2014 che si è rivelato solamente temporaneo, c’è un calo.

Sempre secondo i dati del Consob, meno di un italiano su due tiene una pianificazione finanziaria e risparmia in maniera regolare. La maggior parte degli italiani ha ancora una capacità contenuta di pianificazione e di monitoraggio delle scelte in questo ambito, o financial control. Circa il 40% delle persone intervistate, infatti, non ha un bilancio familiare: il 70% dichiara di controllare le spese ma solamente il 30% ne tiene traccia scritta e, infine, solo un terzo degli intervistati dichiara di avere un piano finanziario e di controllarne gli esiti.

Solo in meno del 40% dei casi c’è un risparmio regolare: il risparmio è occasionale nel 36% e nel 25% non è possibile mettere soldi da parte, soprattutto a causa del bilancio tra spese ed entrate.
L’Italia, inoltre, continua a registrare il tradizionale divario rispetto agli altri Paesi, per quanto riguarda il peso della componente assicurativa e previdenziale, che rimane contenuto, ma in crescita tra le famiglie e dei titoli obbligazionari in diminuzione.

Nonostante la capacità di mettere dei soldi da parte sia maggiore tra i soggetti più abbienti, incidono molto anche le conoscenze finanziarie ancora poco diffuse, le competenze percepite e l’abitudine a pianificare.

Solamente il 25% delle famiglie fa riferimento al prospetto finanziario, mentre le informazioni relative agli investimenti vengono principalmente dai funzionari di banca. Tuttavia non tutti sono consapevoli dei costi che questo comporta, infatti la stessa Consob ha richiamato le banche ad una maggiore trasparenza.

Per prendere decisioni in questo ambito, la maggioranza degli italiani ricorre ai consigli di amici e parenti, il 20% alla consulenza di un esperto, il 28% sceglie in autonomia e circa il 40% non monitora i propri investimenti. La buona notizia riguarda il livello di indebitamento delle famiglie italiane, che continuano ad essere più virtuose, registrando a fine 2017 un rapporto debito/Pil pari al 40%, mentre il valore medio in europa è poco meno del 60%.

Sono meno positivi i dati relativi all’utilizzo di pagamenti digitali, dal momento che le famiglie italiane sono poco abituate a utilizzare il pagamento via mobile o attraverso internet. Lo fanno poco più del 20% delle persone, contro il 45% dell’eurozona.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Rapporto Consob: ricchezza delle famiglie italiane ferma da 7 ann...