Rai, canone obbligatorio in bolletta fa volare i ricavi della TV di Stato

L'inserimento del canone Rai in bolletta ha consentito alla Tv di Stato di aumentare in modo considerevole i ricavi

Il bilancio della tv di Stato sorride, soprattutto da quando il canone Rai è stato inserito all’interno della bolletta, divenendo obbligatorio. Secondo quanto svelato dal Focus di R&S Mediobanca sul settore televisivo solo nel 2016 il giro d’affari del comparto televisione e radio nel nostro Paese è stato pari a 9 miliardi di euro con una crescita del +6,5% rispetto all’anno precedente e un’incidenza dello 0,5% sul Pil nazionale.

I dati raccolti svelano come sia la tv in chiaro quella che genera maggiori ricavi, pari a 5 miliardi di euro. Troviamo poi la Pay TV con 3,4 miliardi di euro (+2,6%) e la radio con 600 milioni di ricavi (+3,2%). Come svela R&S Mediobanca in Italia il mercato è concentrato solamente su tre operatori, ossia Mediaset, Rai e Sky che possiedono il 90% dei ricavi totali televisivi nazionali. Nello specifico oltre l’80% dei ricavi totali nel 2016 è stato generato dalla Rai e da Mediaset, seguiti da Sky per la tv a pagamento.

Le informazioni più interessanti però riguardano la Rai e gli effetti dell’inserimento del canone nella bolletta elettrica. La manovra, che ha reso obbligatoria per tutti la tassa dal 1 gennaio del 2016, ha portato ad una riduzione del tasso di evasione dal 30% al 6%. La norma rientrata nella Legge di Stabilità inoltre ha aumentato i ricavi ottenuti dal canone Rai del 16,7%. Ciò significa che nel 2016 sono entrati nelle casse della Rai 1,9 miliardi di euro, tolto il 5% di trattenute dello Stato e il 33% dell’extra gettito, dell’Iva e della tassa di concessione governativa.

In definitiva in base ai calcoli su 100 euro, 82,77 vanno direttamente alla Rai. Nel 2017 il canone è arrivato a 90 euro e la Rai ha guadagnato 1,8 mld. E mentre ancora si discute riguardo la possibile abolizione della tassa sulla tv pubblica, la R&S Mediobanca fa notare come il canone Rai resti uno dei più bassi in Europa, nonostante la tv pubblica vanti indici d’ascolto altissimi. In Francia i cittadini sono costretti a versare 136 euro l’anno, nel Regno Unito 169,9 e in Germania 215,8 euro. Il record però lo raggiunge la Svizzera, dove la tassa sulla tv pubblica è pari a 400 euro.

Come fanno notare molti critici però il costo basso del canone è compensato dalla presenza della pubblicità, che invece non si trova nelle reti pubbliche degli altri paesi o per lo meno è limitata solamente ad alcune fasce orarie.

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