Ecco quanto vale per lo Stato la “concessione” del Superenalotto

La base d'asta fissata dallo Stato è di 100 milioni di euro. Sono tre le pretendenti che puntano ad accaparrarsi la concessione del SuperEnalotto

Da ora al 2028 l’erario potrà incassare almeno cinque miliardi di euro. È questa la somma prevista per la concessione del SuperEnalotto, un’asta che coinvolge gruppi esteri e tricolori.

Nel corso degli anni la lotteria del SuperEnalotto ha infatti attirato le attenzioni anche dell’estero. Così si spiega l’interessamento del gruppo ceco Sazka per accaparrarsi la concessione. Ovviamente non mancano anche i baluardi italiani come Lottomatica e Sisal. La base d’asta fissata dallo Stato è di 100 milioni di euro. Nove gli anni di durata della concessione, un vero e proprio affare per tutti: conti pubblici, vincitori, società concessionarie e ricevitorie che trattengono l’8% delle somme giocate.

L’apertura delle prime buste avverrà a seguito della valutazione di una commissione nominata dall’agenzia dei Monopoli guidata da Benedetto Mineo. Ne fanno parte ingegneri informatici, esperti di settore e giuristi. Si valuteranno i titoli delle pretendenti, caratteristica fondamentale per avere speranze di vittoria. Oltre 9 anni dopo, la Sisal rischia di perdere un gioco che si è trasformato in un’occasione unica per gli italiani di cambiare la propria vita. Un fenomeno nazional-popolare che potrebbe cambiare gestore.

Szaka, società ceca, presenta sul piatto la sua partecipazione al 32% del Lotto in Italia (in joint-venture con Lottomatica). Manca una rete distributiva e personale, ma è già concessionaria in altri Paesi. Lottomatica gestisce il Gratta e Vinci e ha ottenuto il rinnovo con un’offerta di 800 milioni di euro. Infine Sisal si candida a prolungare il suo accordo, ma nel frattempo ha fatto ricorso al Consiglio di Stato proprio per la concessione del gioco Gratta e Vinci, avvenuto senza gara. Un altro parametro da valutare è la percentuale di raccolta trattenuta. Fino al 5% può essere trattenuto dalle tre pretendenti ed è proprio questa percentuale che farà la differenza sulla scelta definitiva. Chi offrirà una cifra più bassa da trattenere permetterà all’erario di incassare la rimanenza e la percentuale scritta nell’offerta. La raccolta del SuperEnalotto è di circa 1,5 miliardi di euro all’anno, chi offrirà una percentuale di trattenuta più bassa darà maggiori introiti allo Stato, un elemento probabilmente decisivo per la scelta finale.

Un altro parametro importante è l’offerta tecnica che vale 45 punti su 100. Si fa riferimento alla capillarità dei punti vendita, i terminali, il personale, il canale online ancora marginale e la sicurezza delle procedure. Da questo punto di vista sembra favorito Lottomatica grazie alla gestione di Lotto e Gratta e Vinci. In caso di “vittoria” di quest’ultima, l’ipotesi di concentrazione sembra non sussistere. Infatti l’Antitrust si è già espresso dando via libera al bando facendo riferimento a un parere del 2007.

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