Quanto costa il Piano Colao: i conti dell’Osservatorio spesa pubblica

Secondo l'istituto diretto da Cottarelli, le misure del piano di rilancio costerebbero fino a 170 miliardi di euro in 5 anni

In questa ultima settimana si è fatto un gran parlare del Piano Colao e delle varie misure ideate dalla task force di esperti nominata dal Governo italiano. Ampio spazio alle proposte, ad esempio, è stata dedicata agli “Stati Generali” in corso di svolgimento a Villa Pamphilj, analizzando l’impatto che i “sei pilastri” potrebbero avere sul rilancio economico italiano.

Finora, però, nessuno aveva pensato di fare i “conti in tasca” al piano ideato da Vittorio Colao e il “suo” gruppo di esperti. Ci ha pensato Carlo Cottarelli con il suo Osservatorio sui conti pubblici a calcolare quanto costerebbe attuare il “Piano Colao” per intero, come verrebbero “suddivise” le spese e quali settori ne trarrebbero vantaggio. Un conto piuttosto dettagliato, dunque, che consente di scoprire che effettivamente il piano di rilancio dell’economia è economicamente sostenibile e realizzabile, ma probabilmente potrebbe far storcere più di qualche bocca, soprattutto dalle parti di Confindustria.

Quanto costa il Piano Colao

170 miliardi di euro in cinque anni. Euro più, euro meno. Questa la stima dei costi del Piano fatta dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli. Una cifra, molto probabilmente, niente affatto casuale: il nostro Paese, infatti, dovrebbe ricevere dal Recovery Fund europeo proprio 170 miliardi di euro (tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tassi agevolati).

Inoltre, non tutte le misure potrebbero essere attuate immediatamente. Alcune sono infatti propedeutiche l’una con l’altra, mentre altre richiedono tavoli preparatori. Così, sempre secondo l’Istituto sulla spesa pubblica, nel 2020 il Governo sarebbe chiamato a mettere in conto spese per soli 4,5 miliardi di euro. Nei quattro anni successivi, invece, ci sarebbe da mettere in conto una spesa media di 42 miliardi di euro circa.

C’è da dire, però, che oltre la metà delle spese previste dal Piano Colao (il 56%) rientrebbero nel capitolo della “Spesa corrente” e non quello della “Spesa per investimenti”. Ciò vuol dire che i fondi della Commissione europea non potrebbero essere utilizzati per oltre 90 dei 170 miliardi di spesa totali, rendendo così necessario trovare altre coperture nel bilancio dello Stato.

Piano Colao, i settori che ne beneficerebbero maggiormente

Al di là della divisione tra spesa corrente e spesa per investimenti (56 a 44 il rapporto, come detto), l’Osservatorio sulla spesa pubblica diretto da Cottarelli ha anche provato a ipotizzare quali sarebbero i settori che trarrebbero i maggiori benefici dall’attuazione del Piano.

Alle famiglie andrebbero, conti alla mano, circa 56 miliardi di euro in 5 anni (di cui oltre 50 nell’ultimo quadriennio), ossia il 34% della spesa totale. La fetta principale degli investimenti previsti dal Piano Colao, però, andrebbe alle nuove linee dell’Alta Velocità e alle misure di ristoro per il settore turistico. I due capitoli assorbirebbero, da soli, il 55% dei 170 miliardi conteggiati dall’Osservatorio. Per “imprese e lavoro“, invece, il Piano Colao prevede appena 12 miliardi di euro, ossia il 7% della spesa totale.

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