Quanti dubbi sul tavolo della Federal Reserve: spaccata su rialzo dei tassi e inflazione

Tutto rimandato al meeting di settembre

(Teleborsa)Tutto rinviato a settembre. Nel frattempo la parola d’ordine è divisione e scenari ancora da definire. La Federal Reserve, infatti, è letteralmente spaccata in due.  Insomma, altro che visione unica e condivisa sulle prossime mosse.  I membri del Federal Open Market Committee (FOMC), il braccio di politica monetaria della Fed sono divisi su tutto: da quando iniziare la riduzione del bilancio della banca centrale, gonfiato negli anni della crisi attraverso l’acquisto di Treasury e bond ipotecari, alla tempistica del prossimo rialzo dei tassi senza dimenticare, ovviamente, l’andamento dell’inflazione che preoccupa e non poco. Lo dicono i verbali, diffusi nella giornata di ieri, in cui emergono le posizioni dei vari membri dell’ultima riunione della Banca Centrale americana che si è tenuta a fine luglio e che ha deciso di lasciare il costo del denaro all’1-1,25% e di annunciare la riduzione del bilancio da 4.500 miliardi di dollari “relativamente presto”.

La maggiore preoccupazione rimane l’inflazione, purtroppo ancora ben lontana dai numeri che la Federal Reserve vorrebbe ottenere come dimostrato dai dati di luglio e che stanno costringendo gli esperti a trattenersi rispetto ad un eventuale nuovo rialzo dei tassi.
Secondo alcuni, con l’inflazione al palo la Fed “può permettersi di essere paziente” in materia di tassi. Per altri c’è il rischio che – a fronte di un mercato del lavoro forte crescita e di prezzi dell’azionario vicini ai record – l’inflazione balzi improvvisamente sopra il target di crescita annua del 2%. “Costerebbe molto invertire” un tale trend, si legge nelle minute diffuse nella serata di ieri.

DECISIONE RINVIATA A SETTEMBRE – Decisione, dunque, ufficialmente rimandata al prossimo meeting, in modo tale di avere abbastanza dati “macroeconomici e informazioni su sviluppi capaci di condizionare i mercati finanziari“. In quest’ ottica, settembre sarà appunto un appuntamento cruciale perché i membri del Fomc discuteranno su quando iniziare la riduzione del proprio bilancio, gonfiato negli anni della crisi dall’acquisto di Treasury e bond ipotecari.

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