Privacy, le imprese alla prova dell’Europa che si prepara al nuovo regolamento Gdpr

Se ne parlerà al convegno Cuoa del 9 novembre. Sanzioni pesantissime per chi violerà il regolamento

(Teleborsa) Privacy: un concetto che, al giorno d’oggi,  è difficile da racchiudere e delineare all’interno di confini chiari e ben definiti. A cercare di mettere ordine in questo “mare magnum” d’ora in poi ci pensa il GDPR, il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali dei cittadini dell’Unione Europea che entrerà in vigore il 25 maggio 2018.

QUANTI DUBBI! – Nonostante sia stato pubblicato due anni fa sulla gazzetta ufficiale, secondo le ultime ricerche sono ancora molti i dubbi delle aziende che devono adeguarsi, anche perché la procedura non è poi così semplice.
Per questo motivo il 9 novembre se ne parlerà in un convegno organizzato da Eurosystem Sp e Nordest Servizi in collaborazione con CUOA Business School.
Le imprese trattano ogni giorno migliaia di dati di cittadini ma spesso non sanno cosa rischiano ad agire in maniera superficiale o, peggio ancora, a sottovalutare una materia complessa e in continua evoluzione. Soprattutto nell’Unione Europea.
 
SANZIONI PESANTI – Tempi duri per quelle che violeranno il regolamento, Il GDPR infatti impone sanzioni molto pesanti: fino al 4% del fatturato globale annuo o massimo 20 milioni di euro. Le multe entreranno in vigore entro due anni dalla ratifica del GDPR. L’impatto su enti e imprese sarà impegnativo da due punti di vista: quello tecnologico e quello organizzativo legale.
Parola d’ordine sicurezza che però sembra fare acqua da tutte le parti: dall’ultimo rapporto Clusit emerge come da gennaio a giugno di quest’anno siano stati 571 gli attacchi gravi di dominio pubblico (ovvero attacchi che hanno avuto un impatto significativo per le vittime, in termini di danno economico, reputazione e diffusione di dati sensibili), che corrispondono ad una crescita dell’8,35% rispetto al secondo semestre 2016. Una figura chiave e nuova per la sicurezza del dato richiesta dal GDPR è quella del DPO (Data Protection Officer), che dovrà avere più competenze tecniche: deve conoscere le normative, avere capacità  comunicative e un’accurata conoscenza dell’organizzazione del settore in cui si trova ad operare.
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