Scende il prezzo del petrolio, ma non quello della benzina

Mentre il costo del barile scende del 12%, la diminuzione alla pompa è pari a un centesimo

Il prezzo del barile è sceso negli ultimi 15 giorni di circa il 12%. I motivi della frenata sono molteplici. Da un lato c’è allentamento delle tensioni dei mercati, grazie alla progressiva normalizzazione della situazione libica e la morte di Osama Bin Laden. Dall’altro ci sono i segnali di rallentamento dell’economica mondiale. A partire dal più grande consumatore mondiale, gli Stati Uniti d’America.
I dati marco economici Usa fanno pensare a una consistente frenata e, dunque, a una minore domanda di greggio. E anche in Europa è atteso un deciso rallentamento per la seconda parte dell’anno.

Nonostante ciò i prezzi alla pompa restano praticamente invariati. La denuncia arriva dall’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori). Secondo l’associazione c’è stato un il calo irrisorio di 1 centesimo del prezzo della benzina, a fronte di un calo del 12% del costo del petrolio. Un nuovo esempio di doppia velocità del prezzo dei carburanti, in rapida ascesa al salire del costo del greggio, fermo quando il petrolio cala. “I consumatori sono stanchi della doppia velocità dei prezzi dei carburanti – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – il costo del petrolio nelle ultime due settimane è sceso del 12%, ma solo oggi la benzina ha registrato un calo, irrisorio, di appena 1 centesimo. Mentre il gasolio non ha potuto usufruire di tale privilegio. Occorre porre un freno a questo fenomeno, che costa agli italiani circa 200 euro l’anno, e intervenire concretamente sulle accise, tagliandole di almeno 8 centesimi”.

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