Prezzi artificialmente alti, la Finanza mette le mani in pasta

Perquisizioni nelle sedi di cinque grossi produttori per trovare le prove di un "cartello". Il prezzo della pasta è cresciuto del 50% in meno di due anni

La Guardia di Finanza ha messo i piedi nel piatto. Un piatto di maccheroni, sì, ma dal valore di 2,8 miliardi di euro. E’ il volume del “business pasta” in Italia, corrispondente a un consumo annuo (nel 2008) di un milione e mezzo di tonnellate.

Cifre che spiegano il blitz della Finanza nelle sedi di cinque tra i maggiori produttori di pasta italiani alla ricerca di elementi che dimostrino l’esistenza di un “cartello“, ovvero di un patto tra gli industriali per mantenere il prezzo artificialmente alto bloccando a priori la naturale (e salutare) concorrenza tra di loro.

Prezzi: il grano scende e la pasta sale
Nella rosa degli indagati ci sono i principali nomi del settore: dalla “regina” Barilla – leader mondiale con 4,2 miliardi di fatturato e 18 mila dipendenti – alla abruzzese De Cecco, la Garofalo e la Gragnano in Campania, la Divella della provincia di Bari. Cinque aziende per le quali la Procura di Roma ha avviato un’indagine sulla base di una semplice constatazione: negli ultimi due anni – dal settembre 2007 – il prezzo della pasta è aumentato di quasi il 50% mentre quello del grano è calato del 30% rispetto allo scorso anno.

Lo denuncia anche la Coldiretti secondo la quale “il grano duro viene pagato 18 centesimi al chilo agli agricoltori mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico di circa il 400%“.

Pasta, un settore che non conosce crisi
Gli agricoltori hanno dei buoni motivi per alzare la voce. Quello della pasta è un mercato in controtendenza: nel primo semestre 2009 in Italia è cresciuto in valore del 2,8% rafforzando il primato del nostro paese nel consumo che è fissato – sottolinea la Coldiretti – attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Un ottima ragione per controllare cosa bolle in pentola. (A.D.M.)

Prezzi artificialmente alti, la Finanza mette le mani in pasta