Prezzi benzina a livelli record, ondata di aumenti in arrivo

Aumento per l'Eni. Verde a 1,824 euro, diesel a quota 1,722. Ma i consumatori annunciano esposto: "Rincari immotivati"

Ondata di rincari sui prezzi della benzina. Secondo il monitoraggio di ‘Quotidiano energia’, le principali case petrolifere stanno aumentando i prezzi alla pompa per effetto dei disordini in Egitto. L’Eni ha infatti deciso di aumentare di nuovo i prezzi raccomandati di benzina e diesel di un centesimo al litro". Nel weekend avevano già segnato un rialzo Ip (+0,5 centesimi sulla verde) ed Esso (+0,5 centesimi su benzina e gasolio). In generale sui mercati internazionali i prezzi sono ancora in salita, in particolare per la benzina.

Sul territorio, sottolinea Quotidiano energia, i listini sono "naturalmente in ascesa" e "aumenti più consistenti saranno inevitabili anche nei prossimi giorni, se la situazione internazionale non segnerà rasserenamenti". Le medie nazionali della benzina e del diesel sono rispettivamente a 1,824 euro al litro e a 1,722 euro (il Gpl a 0,771 euro). Le ‘punte’ sono a 1,860 euro per la verde e 1,741 euro per il gasolio.

Secondo Coldiretti il prezzo medio annuo della benzina nel 2012 è stato di 1,787 euro è il più alto di sempre. Perché? (continua sotto)

Secondo Coldiretti il prezzo medio annuo della benzina nel 2012 è stato di 1,787 euro è il più alto di sempre in valori correnti. Secondo le elaborazioni della Coldiretti lo storico sorpasso è avvenuto perché fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 50 litri è costato in media 89 euro un importo superiore agli 85 euro che mediamente le famiglie italiane hanno speso ogni mese per acquistare frutta e verdura nel 2012 secondo l`Istat. D`altra parte il prezzo della benzina nel 2012 – sottolinea la Coldiretti – è stato in media superiore del 55 per cento a quello di un litro di birra, del 40 per cento di quello di un litro di latte fresco e del 30 per cento a quello di un litro di vino in brik. (continua sotto)
 
I consumatori: aumenti ingiustificati
Ma i consumatori sono già sul piede di guerra. Il Codacons ritiene ingiustificati questi rincari e annuncia "un nuovo esposto alle Procure di Roma e Milano, già incaricate di indagare sulle speculazioni legate ai carburanti, per verificare se gli ultimi rincari dei listini possano configurare fattispecie penalmente rilevanti, come la truffa agli automobilisti".

"Le tensioni in Egitto – secondo l’associazione dei consumatori – non possono ripercuotersi sui prezzi di benzina e gasolio venduti oggi nel nostro paese. Questo perchè i carburanti erogati in questi giorni dai distributori italiani sono stati acquistati dalle compagnie petrolifere settimane, se non mesi fa, ossia quando la situazione dell’Egitto rientrava ancora nella normalità. Le conseguenze degli scontri egiziani – conclude il Codacons – sulle quotazioni del petrolio, e quindi sui prezzi alla pompa, dovrebbero registrarsi non nell’immediato, ma solo nelle prossime settimane".

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