Previsioni nere per il turismo: in vacanza 1 italiano su 5. E sempre più fai-da-te

Crisi economica e aumenti dei prezzi pesano sulle vacanze 2011. Sui trasporti la stangata principale: quasi raddoppiati i prezzi dei traghetti, aumentano anche aerei e benzina. E gli italiani si indebitano

Nubi sull’estate delle vacanze. Non quelle reali, che per ora sembrano tenersi lontane. Si parla di nubi di crisi economica che tagliano i consumi e il tenore di vita degli italiani. E dei prezzi dei servizi turistici che, noncuranti, continuano a salire. Così, solo un quinto degli italiani potrà permettersi una vacanza.

Stangata trasporti: traghetti +70% e aerei +35%

L’allarme viene da un’indagine di Adoc, un’associazione di consumatori, che stima in un aumento medio di 200 euro a famiglia per spostamenti e alloggi.

Una vera e propria stangata per i trasporti:

  il biglietto di un traghetto è aumentato del 70%, cioè circa 230 euro in più rispetto al 2010;
  per un biglietto aereo il rialzo è del 25% e per un volo a/r si spendono in media 112 euro in più;
  un biglietto del treno costa in il 7% in più;
  per l’auto, con l’impennata dei prezzi della benzina, ci sarà un aumento di circa 10 euro a pieno.

Crescono anche i prezzi dei pacchetti vacanza tutto compreso (+1,6%) e in misura molto più contenuta anche la mezza pensione in albergo per una settimana (+0,8%).

Per contro il budget a persona per le ferie è sempre più basso:

  il 34% degli italiani arriva fino a 400 euro,
  il 56% arriva fino a 700 euro,
  l’8% (era l’11% lo scorso anno) fino a 1.000 euro,
  solo il 2% va oltre i 1.000 euro.

Cambiano anche le modalità di prenotazione e pagamento della vacanza, che diventano sempre più fai-da-te. L’Adoc fotografa così le nuove abitudini dei vacanzieri:

  il 10% si rivolge all’agenzia viaggi,
  il 39% prenota in anticipo i biglietti low cost,
  il 17% aspetta i last minute,
  il 25% organizza la vacanza in totale autonomia,
  il 2% prenota l’alloggio direttamente sul posto.

Debiti per le vacanze

Non trascurabile è il dato dell’11% dei vacanzieri che chiede prestiti per partire. Spiega Carlo Pileri, presidente dell’Adoc: “L‘indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in crescita di circa il 2% rispetto allo scorso anno, per un importo medio tra i 1.500 e i 2.000 euro, sia i viaggi, che i gli alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate. Con il rischio, elevato, che il relax di una settimana si tramuti in un sacrificio economico troppo oneroso da sostenere durante il resto dell’anno, visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%“.

Una sola settimana al mare

Si riduce di conseguenza anche la durata delle vacanza:

  per il 60% il periodo sarà al massimo di una settimana,
  solo l’1% potrà permettersi quasi un mese di ferie.

Il 58% di chi parte rimarrà in Italia preferibilmente al mare. In aumento i viaggi in camper e le prenotazioni in  campeggio (+2%), le vacanze più “povere”.

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