Prestiti, via al social lending come alternativa alla banca. Con interessi anche dimezzati

Prestiti fino a 15mila euro a un tasso dal 6 al 9%. E per chi presta un modo garantito e 'umano' di far fruttare i propri soldi. E' il motivo del successo del microcredito online

Le vie del credito sono infinite, o quasi. Tra credit crunch e vincoli di Basilea 3, non si può più contare sulle banche? Per un prestito rivolgiamoci alla rete. In tempi di crisi la soluzione per ottenere un piccolo finanziamento si chiama social lending, ovvero prestito sociale. Già diffusi da tempo in altri paesi (anche in forme estreme) si stanno affermando anche da noi – con l’autorizzazione della Banca d’Italia – i siti web che concedono microcredito: piccole somme (fino a 15mila euro) a breve termine (fino a 2 anni) e interessi anche dimezzati rispetto ai canali ufficiali.

Per ora i siti sono solo due: Smartika che nasce con un nuovo imprimatur sulle ceneri di Zopa (la prima piattaforma di social lending nata in Italia nel 2008 e poi costretta a sospendere l’attività da Bankitalia) e Prestiamoci. Il loro meccanismo di funzionamento è semplice: mettono in contatto chi offre e chi chiede denaro

Chi vuole prestare

Il finanziatore deve iscriversi al sito e stabilire la cifra che vuole investire, la durata del prestito, il rendimento che vuole ottenere. Per differenziare il rischio il denaro non viene prestato a un singolo richiedente ma suddiviso tra 50 richiedenti appartenenti alla categoria creditizia prescelta. Il rimborso viene accreditato in automatico sul conto per la quota parte di capitale e di interessi.

Chi vuole un prestito

Il richiedente può fare tutto online:
• scegliere un importo tra 1.000 e 15.000 euro,
• stabilire il rimborso in 24, 36 o 48 mesi,
• inviare la documentazione necessaria: occorre essere residenti in Italia (ma non avere la cittadinanza), avere un conto corrente e non avere gravi casi precedenti di insolvenza. Può ottenere un prestito anche chi ha un contratto di lavoro a termine o è lavoratore "atipico".

Interessi anche dimezzati

Secondo Maurizio Sella, amministratore delegato di Smartika, intervistato da Repubblica, "Il tasso medio è dell’8,9%, contro il 12% degli istituti tradizionali, ma per chi ha buone credenziali può scendere fino al 6%". Questo grazie anche a una struttura del gestore più leggera e quindi a commissioni ridotte.

A chi non si fida possono bastare pochi numeri: "nel 2012 – continua Sella – su 1201 rate abbiamo avuto un solo ritardo. I debitori rispettano gli impegni perché sanno che quei soldi arrivano da altre persone".

Come dice lo stesso sito, "Invece di aiutare banche e finanziarie, i tuoi soldi vanno ad aiutare gente meritevole di credito che li utilizzerà per migliorare la propria vita". Insomma un modo per riscoprire "il lato umano del denaro".

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