Prestiti sotto il segno della crescita: aumentano gli importi erogati

Si domandano in media 11.427 euro mentre le banche concedono in media in questa prima parte dell’anno 11.833 euro, la somma più importante dal secondo semestre 2015.

(Teleborsa) Famiglie e prestiti, un binomio che, ai tempi della crisi, sembra funzionare piuttosto bene. I prestiti riconquistano la fiducia dei consumatori italiani e lasciano registrare l’ennesimo aumento degli importi medi richiesti ed erogati.

SOTTO IL SEGNO DELLA CRESCITA – Si domandano in media 11.427 euro, un dato che non ha mai smesso di crescere dal lontano 2012, mentre le banche concedono in media in questa prima parte dell’anno 11.833 euro, la somma più importante dal secondo semestre 2015. Lo rivela l’Osservatorio di Prestitionline.it.

L’attaccamento alla casa, lo stato di salute non proprio buono degli immobili residenziali e gli incentivi fiscali, incoraggiano la finalità ristrutturazione e ne decretano il primo posto: con il 23,4% delle richieste totali di finanziamento e il 32,2% sul totale delle erogazioni da parte delle banche.

LA DURATA – Il 21,1% dei prestiti ha una durata di 60 mesi, seguita dai 48 mesi con il 15,4% del campione rilevato. Guadagnano qualche decimo di punto i 72 mesi (12,9%), i 96 mesi (3,8%) e la durata più lunga, 120 mesi (6%). Simile la distribuzione dal lato dei prestiti erogati, con il periodo dei 60 mesi ancora in testa (20,3%) e i 48 mesi al secondo posto con il 15,6%. Guadagna 1 punto percentuale rispetto alla seconda parte del 2017 la durata 72 mesi (11,7%) e ben 1,4 punti il periodo 96 mesi (ora al 6,1%).

CRESCONO ANCHE GLI IMPORTI – Dall’ultimo semestre dello scorso anno i prestiti recuperano popolarità anche in termini di fascia di importo richiesto ed erogato. Quasi un terzo delle richieste (30%) è per una somma compresa tra i 5.000 e i 10.000 euro, seguito dall’intervallo dei 2.500-5.000 euro (25,9%).

L’IDENTIKIT – Chi ricorre a un prestito è prevalentemente del nord Italia (36,4%), ha tra i 36 e i 45 anni (33,6%) ed è un dipendente a tempo indeterminato (74,4%), con un reddito compreso fra i 10 e i 20.000 euro (46,5%).

 

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