Prestiti garantiti lenti e con il contagocce. Gli ostacoli al Dl Liquidità

Gli ostacoli che minano il sistema creditizio e che ancora oggi interrompono il flusso vitale che arriva alle aziende.

La potenzia di fuoco del Dl Liquidità, divenuto legge ieri con l’OK definitivo del senato, potrebbe essere messa in crisi dagli ostacoli che minano il sistema creditizio e che ancora oggi interrompono il flusso vitale che arriva alle aziende. E così anche i prestiti garantiti faticano ad arrivare a destinazione e spesso ciò avviene con tempi troppo lunghi.

Prestiti a 1 impresa su 4 

prestiti garantiti erogati alle aziende più grandi (oltre la soglia di 25mila euro) sono 11.663, il 24,1% del totale delle domande che si contano in 48.252, mentre iprestiti erogati alle PMI fino a 25 mila euro sono 290.114, circa la metà delle 559.139 domande presentate.

Questi dati, secondo Il Sole 24 Ore, sono stati presentati dalla Commissione di inchiesta sul sistema bancario in base ai questionari inviati agli Istituti di credito.

Tempi ancora lunghi

Fra gli ostacoli al credito non solo una eccessiva selezione delle domande, ma anche tempi troppo lunghi, sicuramente più lunghi delle 48 ore assicurate dal governo.

Nei vari passaggi che vanno dalla presentazione della domanda all’accoglimento ed erogazione del finanziamento, trascorre in media un tempo di lavorazione superiore ai canonici 2 giorni.

Ma Gualtieri smentisce 

Una lentezza che è stata già smentita dal Ministro Gualtieri, in audizione presso la stessa commissione. Secondo il titolare del MEF alcune banche sono state”più rapide” a erogare subito i prestiti, mentre altre “hanno avuto malfunzionamenti” anche “colpevoli” che andranno risolti.

Gualtieri alza il tiro proponendo anche di cambiare banca. “Se una banca non ti respinge”” ed eroga il finanziamento in 48 ore – afferma – “io andrei da quella, mi sembra la cosa più razionale da fare”.

“Fra questi due estremi” – aggiunge – c’è una “media” dell’insieme del sistema bancario che evidenzia un “inevitabile e fisiologico tempo di apprendimento” delle domande, “di cui occorre tenere conto”.

“Ci sono margini di miglioramento“, ammette il Ministro, ricordando che “l’assetto normativo di per sé non è un ostacolo” all’erogazione di credito alle imprese.

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