Prestiti da usare con cura, ecco cosa si vede sapere

Le famiglie in difficoltà ne fanno sempre più ricorso. Ma bisogna prestare molta attenzione, soprattutto al Taeg

Gli effetti della crisi si fanno sentire sulle famiglie. Tasse e spese sempre più elevate, disoccupazione e redditi in calo rendono il ricorso ai prestiti un fenomeno sempre più comune. L’ammontare del debito a carico delle famiglie è arrivato a toccare i 503 miliardi di euro, una cifra estremamente preoccupante.
Questi sono i numeri forniti dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha mostrato come negli ultimi 3 anni l’indice di indebitamento delle famiglie sia cresciuto del 36,4%.
Occorre fare molta attenzione prima di contrarre un debito e si deve sapere che il decreto della Banca d’Italia 3 febbraio 2011 (Gu n. 29 del 3 febbraio 2011), fissa le regole in materia di prestiti. Il provvedimento contiene norme attuative della disciplina del credito al consumo intervenuta con il decreto legislativo n. 141/2010.

Vediamo quali sono le principali novità.

1) Per prima cosa si parla di “credito ai consumatori”, per evidenziare la relazione tra il cliente e chi eroga il finanziamento.

2) In caso di difetto o mancato recapito del prodotto acquistato con finanziamento, i consumatori avranno la possibilità di interrompere i pagamenti delle rate.

3) Sarà necessario per i mediatori creditizi avere la forma di società di capitali e dipendenti con requisiti di onorabilità e indipendenza. La normativa riguarda tutti i contratti di credito ai consumatori.

4) Per quanto riguarda il Taeg, ovvero il tasso d’interesse che si paga realmente, dovrà comprendere l’insieme di tutte le spese necessarie per ottenere i finanziamento stesso, oltre ai costi di apertura e gestione di eventuali carte revolving collegate.

5) La pubblicità dovrà riportare in modo chiaramente intelligibile il reale costo e la durata del finanziamento.

6) E’ previsto l’obbligo da parte del soggetto finanziatore di fornire al consumatore una comunicazione completa e chiara per realizzare un quadro aggiornato delle condizioni economiche applicate e dell’andamento del rapporto.

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