Presidenza UE, Merkel raccoglie la sfida: dal Reovery Fund alla Brexit

Il menù sul tavolo dalla Presidenza tedesca del Consiglio dell'Ue si presenta già in partenza un terreno ricco di insidie e di sfide.

Una Presidenza del Consiglio Ue di fuoco quella che attende la Cancelliera Angela Merkel e che prende il via oggi con il passaggio di consegne con il suo collega croato Andrej Plenkovic.

Dall’emergenza sanitaria al Recovery Fund per stimolare la crescita economica dell’Unione post pandemia, dai negoziati sulla Brexit al programma ambientale e digitale da portare avanti a Bruxelles, il menù sul tavolo dalla Presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue si presenta già in partenza un terreno ricco di insidie e di sfide.

Si parte subito con il vertice del Consiglio del 17 e  18 luglio quando a Bruxelles, per la prima volta da quando è iniziata la pandemia, si incontreranno faccia a faccia i capi di Governo dei paesi dell’Ue per discutere del Next Generation EU, piano per finanziare la ripresa economica del Blocco.

Da convincere ci sono i “paesi frugali” – Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia – che hanno mal digerito negli ultimi mesi sia la proposta della Commissione Ue di stanziare 750 miliardi per il Recovery Fund che quella di spostare il peso dei sussidi sullo strumento degli aiuti a fondo perduto.

Una partita tutta da giocare nella due giorni di Bruxelles – termine ultimo fissato da Angela Merkel nel suo discorso di presentazione della Presidenza tedesca del Consiglio Ue di fronte al suo parlamento a Berlino – anche con i paesi del Mediterraneo a cui la stessa Merkel ha concesso diverse aperture ma poche certezze di portare a casa il risultato sperato.

Anche se la Presidenza tedesca è già stata ribattezzata come quella del Coronavirus – superare le conseguenze della crisi della pandemia resta al primo punto del programma presentato dal Governo tedesco e la stessa Merkel l’ha definita “la più grande sfida che l’Europa si sia mai trovata ad affrontare” – sulla scrivania della Cancelliere e dei suoi ministri non mancano dossier altrettanto scottanti e decisivi per il futuro dell’Unione.

A settembre, infatti, riprenderanno i negoziati con il Regno Unito per la sua uscita dalla Comunità europea. Una finestra di confronto ben più stretta dell’ultima volta con soli 4 mesi per trovare un’intesa che eviti una Brexit senza accordo: sul tavolo commercio, condizioni di concorrenza leale e pesca, trasporti, energia e sicurezza interna, ma anche l’attuazione dell’accordo di recesso, per tutelare i diritti dei cittadini, e il Protocollo sull’Irlanda del Nord.

C’è, infine, il tema del Green Deal che impegnerà, e non poco, la compagine tedesca con l’obiettivo di finalizzare la legge europea sul clima entro la fine dell’anno.

Il motto scelto dalla Germania per il suo turno di Presidenza è “Insieme per la ripresa dell’Europa” ma la strada per raggiungere i suoi obiettivi rischia di mettere in serie difficoltà anche il collaudato ed efficiente motore tedesco.

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