Prelievo forzoso, c’è il sì dei tedeschi. Dalla Germania a tutta l’Europa?

Il Parlamento di Berlino segue le indicazioni del Fmi: saranno azionisti e correntisti a salvare le banche

In principio fu Cipro con la sua crisi bancaria, che portò per la prima volta a parlare di prelievo forzoso di una percentuale dai conti correnti; di lì in poi l’argomento è rimasto d’attualità grazie all’unione bancaria europea, che prevede meccanismi simili, e soprattutto alle indicazioni del Fondo Monetario Internazionale, che periodicamente torna ad indicarlo come l’unico modo non solo per salvare gli istituti di credito in difficoltà, ma anche gli Stati a rischio default sul debito sovrano.

BERLINO – Il parlamento tedesco ha approvato un disegno di legge – inserito proprio nel progetto di unione bancaria europea – che prevede l’applicazione di un prelievo fisso sui depositi bancari superiori ai 100mila euro a partire dal 2015, in soccorso di eventuali default di gruppi bancari nazionali. Il tutto secondo la vulgata per cui mettere al sicuro il settore finanziario evita possibili crisi di panico.

CRISI BANCARIE E DEBITI SOVRANI – Lo schema per la messa in sicurezza degli istituti finanziari, secondo il FMI, dovrebbe essere applicato anche agli Stati a rischio default (in questo caso con un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di 15 paesi dell’Eurozona). Tanto che l’organizzazione di Whashington lo ha suggerito direttamente alle autorità europee con un rapporto monitor: "Se uno Stato è a rischio default sul proprio debito sovrano – si legge nel rapporto – non dovrebbe ricorrere ai soldi dei contribuenti europei, nè attendere un salvataggio da parte della Bce, ma piuttosto imporre una patrimoniale sulle ricchezze private dei propri cittadini. Una patrimoniale una tantum risponde al principio della responsabilità nazionale, secondo la quale i contribuenti sono responsabili degli obblighi assunti dai propri governi prima di poter reclamare solidarietà da altri paesi". L’argomentazione del Fmi è certamente fondata, d’altro canto in Germania c’è chi si sta chiedendo se sia giusto che i correntisti tedeschi debbano pagare le spese di una eventuale cattiva gestione di un istituto di credito.

DALLA GERMANIA A TUTTA EUROPA? – Inevitabile pensare che il modello di autogestione delle crisi bancarie interne messo in campo dai tedeschi possa essere destinato, viste le pressioni internazionali, ad estendersi al resto dell’Europa. E non solo per la gestione degli istituti di credito. All’inizio di luglio anche il governo spagnolo ha approvato un decreto urgente su competitività e crescita che prevede l’introduzione di un prelievo alla fonte su tutti i depositi bancari dello 0,03%, con effetto retroattivo al 1 gennaio 2014: il tutto per recuperare subito circa 400 milioni da destinare al sostegno dell’occupazione giovanile.

Prelievo forzoso, c’è il sì dei tedeschi. Dalla Germania a tut...