Ponte di Genova: Benetton rompe il silenzio

A quasi un mese dal crollo del ponte Morandi a Genova, Gilberto Benetton - uno dei fondatori del gruppo azionista di Autostrade per l'Italia - rompe il silenzio

Gilberto Benetton ha finalmente rotto il silenzio sulla tragedia del ponte Morandi di Genova del 14 agosto scorso. Finora – spiega al Corriere della Sera – non si era pubblicamente espresso sulla vicenda perché “dalle nostre parti è considerato un segno di rispetto”. Ma ammette: “Nel caso di Autostrade sono stati commessi degli errori, quando si sarà accertato compiutamente l’accaduto verranno prese le decisioni che sarà giusto prendere”.

“Il disastro di Genova deve essere per noi come azionisti un monito perenne, anche se terribile e per sempre angoscioso nei nostri cuori, a non abbassare mai la guardia e continuare a spingere il management, che ha la responsabilità della gestione, a fare sempre di più e di meglio, nell’interesse di tutti”, ha spiegato l’imprenditore, “Ero in vacanza, come credo la maggior parte degli Italiani. Ad un tratto il dramma, e tutto è cambiato: anche per noi sono iniziati giorni di sofferenza e di cordoglio. Siamo stati costantemente vicini, nel ruolo di azionisti, alle decisioni prese dai manager di Autostrade per l’Italia, e al lavoro che loro hanno svolto per iniziare a capire ciò che era successo e per mettere a punto i primi interventi e i primi aiuti alla città di Genova, interventi che continuano con grande determinazione e per affrontare le difficoltà che i cittadini della città continuano a vivere”.

Benetton si smarca però dalle accuse di aver approfittato delle concessioni: “Riguardo alle condizioni economiche delle concessioni posso solo dire che quelle di Autostrade per l’Italia sono molto simili a quelle degli operatori del settore autostradale di tutto il resto del mondo”, sostiene.

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