Partite al cardiopalma? Arriva la polizza anti-infarto per tifosi

La banca che sponsorizza la Serie A spagnola la regala ai tifosi che vanno allo stadio. 25mila euro in caso di infarto. Quando in Italia?

Si può essere legati alla squadra “del cuore” fino a lasciarglielo? Sembrerebbe di sì. E non parliamo dei normali batticuori da finalissima ma di vere e proprie crisi cardiache che colpiscono i tifosi allo stadio. Sempre più spesso, a quanto pare. Al punto che qualcuno ha pensato di assicurarli.

Cinquecentomila cuori sicuri

Succede in Spagna dove i tifosi ora potranno andare alle partite della Liga-Bbva e della Segunda Division – equivalente delle nostre Serie A e Serie B – con la copertura di un’assicurazione anti-infarto. La “regala” la stessa Bbva, la banca spagnola che sponsorizza (e dà il nome) alla Liga. L’istituto di credito ha comunicato di avere predisposto per tutti gli spettatori presenti allo stadio durante una partita delle due serie una polizza assicurativa globale anti-infarto. L’assicurazione non ha nessun costo per il tifoso perché copre automaticamente tutti coloro che assistono alla partita con un regolare biglietto o abbonamento.

La polizza prevede indennizzi fino a 25.000 euro in caso di morte o invalidità permanente dovuti a crisi cardiache che si verificano da un’ora prima dall’inizio della partita al fischio finale. Un ombrello assicurativo che copre circa 500.000 spettatori spagnoli alla settimana.

Tifo da crepacuore

Fatti i debiti scongiuri di rito, è il caso di essere pragmatici: esiste una correlazione diretta – comprovata da diverse ricerche mediche – tra attacchi di cuore e grandi eventi sportivi. Uno studio svizzero, per esempio, ha rilevato che per i Mondiali di calcio di Corea del 2002 negli ospedali di tutti il mondo, durante le partite, si sono registrati il 60% in più rispetto alla norma di ricoveri per infarti. Nel 2008 negli Stati Uniti durante le finali del Super Bowl si è riscontrato un analogo aumento di aritmie, fibrillazioni, arresti cardiaci.

Certo, la Bbva ha avuto un’originale idea di marketing che le assicurerà dei buoni ritorni di immagine. Il che fa pensare che l’iniziativa potrebbe prendere piede anche in altri campionati europei e in quello italiano – e perché no? – in Sudafrica per i prossimi Mondiali. Starà agli esperti valutare se alcuni match – come una finale di Champions o dei Mondiali, appunto – comportano un rischio assicurabile.

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