Pir, le nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate: cosa cambia

Arrivano i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate per risparmiatori e operatori sui Pir, i piani individuali di risparmio a lungo termine

Dopo le linee guida sul regime di non imponibilità pubblicate nel mese di ottobre scorso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per risparmiatori e operatori del settore sui Pir, i piani individuali di risparmio a lungo termine.

COSA SONO I PIR – La legge n. 232/2016 ha introdotto nel nostro ordinamento un regime di non imponibilità per gli investimenti operati tramite piani individuali di risparmio a lungo termine. I redditi generati da questi prodotti finanziari non sono soggetti a imposizione, pertanto non sono tassati come redditi di capitale e diversi di natura finanziaria e non sono soggetti all’imposta di successione. L’obiettivo della norma è canalizzare il risparmio delle famiglie verso investimenti produttivi di lungo termine, favorendo in questo modo la crescita del sistema imprenditoriale italiano. Per poter fruire del regime è necessario effettuare investimenti in attività finanziarie riconducibili ad imprese italiane ed estere (radicate in Italia), rispettando determinati vincoli di composizione, limiti di concentrazione e divieti nonché mantenere gli investimenti per almeno 5 anni.

COSA CAMBIA – Il nuovo regime di non imponibilità introdotto dalla Legge di bilancio 2017 riguarda le persone fisiche fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che conseguono redditi di natura finanziaria al di fuori dell’esercizio di un’attività di impresa. Dal punto di vista oggettivo, invece, a essere coinvolti sono i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria. Tra le principali caratteristiche del regime:

  • il divieto di essere titolari di più di un Pir;
  • il limite massimo dell’importo investito, che non può superare complessivamente il valore di 150mila euro, con un limite annuo di 30mila euro.
  • la durata degli investimenti per almeno 5 anni.

Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali relativi al Pir, questi sono svolti esclusivamente dall’intermediario presso il quale il Piano di risparmio è costituito o trasferito.

PRECISAZIONI IMPORTANTI – Gli strumenti finanziari derivati, spiega l’Agenzia nel documento di prassi, sono ammessi nell’ambito del Pir solo a determinate condizioni. Inoltre gli operatori possono utilizzare il criterio del costo medio ponderato complessivo in caso di dismissione degli investimenti in alternativa al costo medio annuo previsto dalla normativa specifica.

CESSIONE O RIMBORSO PRIMA DEI 5 ANNI: COSA FARE – In caso di dismissione prima del quinquennio o di mancato rispetto delle condizioni previste dalla Legge, i redditi percepiti sono soggetti a tassazione secondo le regole ordinarie e senza applicazione delle sanzioni. Se l’attività viene ceduta o rimborsata, è possibile restare nel regime agevolato previsto dal Pir se entro 90 giorni viene effettuato il reinvestimento in altri strumenti finanziari, nel rispetto dei vincoli di investimento previsti dal regime. In caso di mancato reinvestimento, invece, il versamento delle imposte e degli interessi va effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui cade il termine ultimo per il reinvestimento.

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