PIL sprofonda, Confindustria attacca e Governo traballa

Tonfo record nel secondo trimestre dell'anno, ma il peggio sembra essere passato (forse)

Cattive notizie per il Governo e per gli italiani. Il tonfo record del PIL nel secondo trimestre dell’anno (-  12,8%) certifica con i numeri ciò che era già evidente nei fatti:  l’Italia è precipitata nella peggiore recessione del Dopoguerra (due trimestri consecutivi di decrescita, il primo aveva fatto segnare un – 5,3%).

Si vede però uno spiraglio: il crollo senza precedenti misura la performance dell’economia nel periodo in cui il lockdown decretato dal Governo per contenere la diffusione della pandemia ha stoppato molte attività produttive, bloccando la mobilità. E se i numeri giocano decisamente a nostro sfavore, l’interpretazione del numero fa sperare: impossibile fare peggio di così. Infatti, seppur modesto, qualche segnale di ripresa si vede già.

CONFINDUSTRIA BOCCIA CONTE –  Intanto, è arrivato il nuovo affondo del numero uno degli Industriali che non le manda certo a dire al Presidente del Consiglio Conte e boccia l’operato del Governo fin qui. “Mi prendono per un guerrafondaio perchè mi piace dire le cose come le penso, il che è una rarità in un Paese che ormai pare anestetizzato. Ma io sono un dialogante, sempre che qualcuno sia interessato a parlare con gli industriali italiani”. Ad affermarlo, in un’intervista a Libero, il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

“Ci sollecitano proposte – sottolinea – che in realtà non sono mai mancate, le ultime per la ripartenza le abbiamo portate agli Stati Generali e in più, a metà luglio, abbiamo consegnato al governo proposte dettagliate su ammortizzatori sociali e politiche del lavoro” ma “siamo ancora in attesa delle risposte”.

 

“Il ritornello nei palazzi della politica – spiega – è che senza l’impresa l’Italia non può ripartire, poi però quando Confindustria chiede di aprire un tavolo sulla situazione economica, sembra che nessuno sia interessato a confrontarsi seriamente. Al mio appello, al momento, hanno risposto solo la Cisl e la Uil, speriamo sia l’inizio di un dialogo”.

Quello di Bonomi è solo l’ultimo affondo. Qualche ora prima, In una lettera ai Presidenti delle Associazioni confederate, scriveva: “L’incertezza del Paese, richiamata efficacemente il 18 agosto da Mario Draghi, è figlia della mancanza di una visione complessiva, basata su chiare priorità strategiche e su scelte conseguenti e necessarie per il decollo del Paese”.

 

Il leader degli industriali evidenzia “forti criticità” espresse nei confronti degli interventi messi in campo dall’esecutivo e osserva: “i numerosi interventi specifici, bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo”.

 

Insomma, una bocciatura in piena regola per il Conte bis che pesa come un macigno sul futuro del Governo che a giorni è chiamato al test delle elezioni regionali: qualora dovesse arrivare un clamoroso flop per la maggioranza, difficile pensare che non ci saranno ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo che dovrà affrontare un autunno a dir poco caldo. 

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