Pil e contro-Pil: oltre la ricchezza solo economica

L'Economist rilancia il dibattito: il Prodotto Interno Lordo rappresenta bene lo sviluppo nel mondo contemporaneo?

La risposta – anticipiamolo già – è “no“.
Il Pil non basta a misurare il livello di vita in una società complessa. Considera i beni materiali ma non quelli intangibili, non ultima la felicità.
Arriva a calcolare come “valore” anche alcuni costi sociali e ambientali. E, al contrario, non considera le attività non profit. Di fatto, si occupa solo delle transazioni di mercato, descrive semplicemente il volume dell’economia di un Paese senza soffermarsi sui come, sui perché e, soprattutto, sulle conseguenze.

Ma allora perché ci ostiniamo a utilizzare un indicatore così poco “felice”?
Forse perché il Pil va ormai stretto solo a noi abitanti dell’Occidente più o meno sviluppato: gli altri, gli abitanti dei Paesi emergenti, stanno rincorrendo ancora una ricchezza molto materiale per cui il parametro funziona benissimo.
Ma – obiezione all’obiezione – ci sono emergenti come la Cina che già valutano alternative al Pil, tipo il Green Gross Domestic Product (“Pil verde“), che sottrae alla ricchezza complessiva i costi ambientali. E allora?

L’Economist rilancia la questione in uno dei suoi “live debate” interattivi e in progress.
Da una parte Andrew Oswald, professore di Economia all’università di Warwick, la pubblica accusa. Dall’altra, Steve Landefeld, direttore del Bureau of Economic Analysis, avvocato difensore.

Secondo Oswald, il Pil è semplicemente “vecchio“. Non si riuscirà a spiegare con nessun Pil il fatto che, nel mondo occidentale, all’aumento degli standard economici aumentano anche i problemi psicologici e il malessere diffuso, E allora, a che serve?

Volete calcolare la felicità? Ma – ribatte Landefeld – come si fa a calcolarla oggettivamente?
“I nostri progenitori trogloditi erano sicuramente felici quanto lo siamo noi. Tuttavia sono sicuro che pochi lettori dell’Economist sceglierebbero di tornare al livello di vita dell’uomo di Cro-Magnon in termini di beni e servizi disponibili, tra cui l’assistenza sanitaria.”
Del resto, il Pil è più esattamente “un indice oggettivo e misurabile di cosa può offrire l’economia agli standard di vita”.
Insomma: non diamogli tutta questa importanza, c’è altro da valutare. Ma è comunque il miglior parametro possibile.

Di nuovo Oswald: “Considerate questa possibilità. Uno dei parenti stretti di Mr Landefeld va da lui e dice: ‘Steve, confidenzialmente, odio il mio lavoro, il mio matrimonio va male e mi sento profondamente depresso‘. Di sicuro non credo che gli risponderebbe: ‘Non mi interessa, non offrirmi la tua soggettività. Va a casa e conta i soldi‘.”

Pil e contro-Pil: oltre la ricchezza solo economica
Pil e contro-Pil: oltre la ricchezza solo economica