Piazza Affari sull’altalena. Crollano le banche, poi risalgono

L’allarme di Moody’s mette sotto pressione i maggiori istituti di credito.

L’allarme di Moody’s (che ha messo “sotto osservazione” i conti degli istituti di credito italiani) sta mettendo sotto pressione i titoli del credito a Piazza Affari. Uno sconquasso che sta facendo tremare la finanza italiana e mette in difficoltà l’euro.
Il crollo dei titoli è partito da Unicredit con pesanti vendite che hanno trascinato il titolo a quota 1,314 euro, i minimi dall’aprile 2009. Le azioni della banca di Piazza Cordusio hanno visto una flessione l’8% a 1,327 euro e per poi contenere le perdite al 3%. Sono scivolate le altre banche con Intesa Sanpaolo che ha perso oltre il 7%, toccando un minimo a 1,654 euro, e Bpm .

La sofferenza delle banche italiane, molte delle quali alle prese con ricapitalizzazioni delicate per adeguarsi ai nuovi criteri di Basilea 3, è stata grande sui mercati nelle ultime settimane, con altissima volatilità e prezzi in ribasso che hanno riavvicinato ai minimi storici del 2008-2009.
Tanto che alcuni rumors ipotizzano difficoltà per i principali istituti a superare i prossimi stress test, qualcuno vocifera la necessità di altre ricapitalizzazioni.

Minimizza il premier Silvio Berlusconi. “Siamo al secondo posto per esportazioni, benessere e solidità economica in Europa dopo la Germania. Le famiglie hanno risparmiato, non ci preoccupano i test di stress sulle nostre banche, specie dopo gli aumenti di capitale, hanno un’ottima solidità. La nostra situazione è nemmeno lontanamente confrontabile con quella della Grecia”, ha detto durante la conferenza stampa al termine del vertice di Bruxelles.

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