Piani di accumulo capitale, come funzionano e quanto convengono

I piani di accumulo di capitale sono strumenti molto utilizzati dai risparmiatori, vediamo come funzionano, quanto rendono e a quali rischi si assumono se si decide di sottoscriverli

Districasi nella giungla del risparmio è diventata una delle attività più complesse per chi si affaccia saltuariamente nel mondo della finanza. Un investimento nel mercato azionario o obbligazionario potrebbe essere molto pericoloso e poco redditizio per un non addetto ai lavori, mentre invece l’accesso ad un Fondo Comune d’Investimento potrebbe essere una scelta difficile in un mercato che presenta una varietà di prodotti e soluzioni in cui è difficile orientarsi se non si hanno conoscenze specifiche dei mercati finanziari.
Una delle migliori soluzioni presenti sul mercato degli investimenti sono i piani di accumulo del capitale, comunemente detti PAC. I piani di accumulo sono strumenti molto utilizzati perché flessibili, infatti, permettono di accumulare capitale su uno o più fondi di investimento versando una quota, di importo minimo variabile, con cadenze periodiche a scelta del risparmiatore.

I piani di accumulo offrono l’importnante vantaggio di non dover essere sottoscritti rinunciando a grandi somme, sono strumenti funzionali al piccolo risparmiatore proprio perché consentono di accantonare piccole somme. In sostanza anche chi dispone soltanto di pochi euro al mese può accedere ad investimenti anche di tipo speculativo.
Sottoscrivendo un pac si ha la garanzia di una certa stabilità, infatti i versamenti avvengono tanto in periodi di rialzo delle borse quanto in periodi di ribasso. Questo fatto permette di non essere in balia delle oscillazione del mercato azionario e della sua volatilità.
L’altro grande prego dei piani di accumulo sta nel fatto che questi si posizionano sul mercato dei fondi comuni d’investimento . Questi ultimi, essendo composti da un paniere di titoli azionari, hanno il pregio di ridurre al minimo il rischio grazie al principio della diversificazione.

Una delle accortezze a cui pensare quando si sottoscrive un pac è quella di avere la pazienza di aspettare i frutti dell’investimento. Essendo un prodotto molto stabile, i suoi frutti possono essere visti solo dopo qualche anno.
I piani hanno una durata che solitamente varia dai cinque ai quarant’anni e le rate dei versamenti comunemente partono da cinquanta euro al mese. Può accadere che ci siano dei piani che prevedano la sottoscrizione di una quota minima iniziale. Per contro ce ne sono altri in cui è possibile bloccare i versamenti.
Insomma il pac è uno strumento che fa della flessibilità e della sicurezza le sue peculiarità più attraenti. I rendimenti, buoni anche se non altissimi, variano in base alla scelta che si desidera fare, motivo per cui serve oculatezza al momento della loro sottoscrizione.

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