Petrolio, sprofondo rosso: un barile costa meno di cinque cavolfiori

Succede in Canada, dove il cavolfiore è praticamente un bene di lusso

Il crollo continuo del prezzo del petrolio inizia a produrre i primi effetti paradossali; in Canada, per fare un esempio concreto, un barile di ‘oro nero’ viene a costare in questo momento leggermente meno rispetto a cinque cavolfiori. Certo, in Canada il cavolfiore è talmente raro da essere considerato un bene di lusso, una sorta di ‘oro verde’, ma mai prima d’ora il prezzo dei due beni era stato paragonabile.

Nella città canadese di hardisty, in Alberta, la qualità Western Canadian Select viene venduta a 15 dollari al barile laddove il prezzo dovrebbe collocarsi ad almeno 43 dollari per ripagare i costi di estrazione ai produttori. Una testa di cavolfiore, viene a costare circa 8 dollari canadesi.

L’economia canadese, in seguito alla svalutazione della moneta nazionale sta soffrendo una forte inflazione dei prezzi dei generi alimentari, perlopiù importati dall’estero. La situazione è particolarmente difficile nella regione dell’Alberta, nella quale gli investimenti sul settore petrolifero e del gas sono previsti in discesa del 30% per quanto riguarda il 2015. Il settore pubblico dell’Alberta, infatti, ha deciso di bloccare i salari ai livelli del 2015 per 7mila dipendenti governativi, fra cui funzionari, manager e altri dipendenti non iscritti ai sindacati: fino all’aprile 2018 non avverrà alcuna rivalutazione delle buste paga. Il ministro delle Finanze, Joe Ceci, ha dichiarato che “per mantenere la stabilità e proteggere i posti di lavoro all’interno dei servizi pubblici, “dobbiamo fare i conti con le realtà economiche che stiamo fronteggiando”.

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