Perché giovedì 2 gennaio non sono state pagate le pensioni

Per una questione tecnica gli assegni saranno corrisposti dall'Inps venerdì 3 gennaio

Molti pensionati italiani si saranno allarmati giovedì 2 gennaio, controllando il proprio conto in banca o alle poste. Si saranno accorti, infatti, di non aver ricevuto l’assegno pensionistico. Niente paura, a tutto questo c’è una spiegazione e non è allarmante.

L’Inps pagherà le pensioni venerdì 3 gennaio per una questione tecnica ben precisa, legata al passaggio dall’anno vecchio al nuovo e non per un ritardo vero e proprio. Il primo gennaio è stato un giorno di festa e come tutti sanno, o dovrebbero sapere, quando un termine legale scade in un giorno festivo viene prorogato al giorno successivo non festivo. Così è anche per il pagamento delle pensioni se il primo del mese è festivo o una domenica. Nel caso del primo dell’anno, tuttavia, si applica un ulteriore intervallo di 24 ore.

Ecco spiegato il motivo per cui le pensioni non sono state pagate dall’Inps giovedì 2 gennaio, il primo giorno feriale dopo Capodanno, ma lo saranno venerdì 3 gennaio. Tutti i pensionati che ieri hanno controllato il loro conto, e non hanno trovato la somma corrispondente all’assegno pensionistico mensile, possono dunque stare tranquilli.

Questa regola delle ulteriori 24 ore di attesa dopo il 1° gennaio non è del resto una novità. In molti, però, devono averla dimenticata, visto che migliaia di pensionati hanno preso d’assalto il sito web dell’Inps o sono andati sui motori di ricerca per trovare informazioni sul mancato pagamento. Dunque, niente ritardi da parte dell’Inps, solo un rinvio di natura tecnica.

La novità del nuovo anno invece è positiva e dovrebbe far contenti i pensionati. Con la Manovra economica 2020, il governo ha introdotto una piccola rivalutazione delle pensioni comprese tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi circa. Si tratta di un adeguamento all’inflazione che passa dal 97% al 100% e interesserà 2 milioni e mezzo di pensionati. Non è molto, alla fine dei conti sarà meno di 5 euro all’anno a pensionato. Almeno non è un taglio, dopo tutti quelli che sono stati introdotti negli anni passati.

Il grande cambiamento che potrebbe essere introdotto con il nuovo anno, invece, è la riforma di Quota 100. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva già annunciato, nei giorni scorsi, di volerla rivedere. Sebbene non sia una misura strutturale ma solo un intervento temporaneo, con copertura triennale, che consente a chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi di andare in pensione in anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalla riforma Fornero, la misura pesa sui conti pubblici. Per questo motivo si vuole cambiarla subito, nonostante la sua scadenza naturale al 2021. Non sarà facile però.

L’obiettivo del governo sarebbe quello di trovare una misura alternativa sia a Quota 100 sia alla Riforma Fornero, in modo da riordinare in maniera strutturale il sistema pensionistico del nostro Paese.

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Perché giovedì 2 gennaio non sono state pagate le pensioni