Pensionati e tasse: perchè gli Italiani vanno in Portogallo e Cristiano Ronaldo viene in Italia

Ecco perchè l'Italia conviene a Cristiano Ronaldo, ma non agli italiani che emigrano nel nuovo El Dorado: il Portogallo

Cristiano Ronaldo è ormai atterrato a Torino e se il suo trasferimento alla Juventus è certamente proficuo per la squadra piemontese, lo è in realtà anche per CR7: vediamo perché.

Cristiano Ronaldo, bomber internazionale di 33 anni, concluderà la carriera in serie A nella squadra piemontese, permettendole di dominare probabilmente la classifica, così come ha fatto negli ultimi 7 anni, e forse anche di vincere la desiderata Champions League, che i bianconeri inseguono da 22 anni.

L’arrivo in Italia per CR7 è più che positivo, anche dal punto di vista delle tasse. Il bomber portoghese infatti in Spagna era stato condannato a pagare quasi 19 milioni di euro per evasione fiscale con annessi problemi giudiziari e paventate condanne al carcere. Il suo trasferimento in Italia può essere vantaggioso, soprattutto nel caso in cui il governo decida di introdurre la Flat Tax più volte annunciata.

In caso di introduzione della Flat tax infatti, Cristiano Ronalo potrebbe pagare una cifra forfettaria pari a 100 mila euro all’anno, per tutti i redditi che non sono stati dichiarati entro i confini italiani. La somma è certamente “piccola” per il calciatore, che potrà così massimizzare i ricavi delle sponsorizzazioni e gli introiti dati dagli accordi commerciali, senza dimenticare che il suo “stipendio” annuale sarà di 30 milioni netti. I 19 milioni di euro per evasione non sembrano costituire più un problema.

Se Cristiano Ronaldo vola dal suo Portogallo all’Italia trovando una situazione vantaggiosa dal punto di vista fiscale, non è così per chi desidera godersi pensione e terza età, dopo una vita di lavoro. A tal punto che per molti l’unica soluzione è andarsene dall’Italia e migrare in luoghi più vantaggiosi: l’ultimo trend? Proprio il Portogallo.

Il Servizio degli stranieri e delle frontiere di Lisbona infatti ha dichiarato che nel 2017 sono stati più di 4 mila gli italiani che hanno deciso di trasferirsi nel Paese del Porto, un numero che rispetto al 2016 è cresicuto del 50%. Attualmente vivono stabilmente in Portogallo 13 mila italiani.

Negli ultimi anni infatti il governo portoghese ha puntato sempre più sull’immigrazione di ceti medi come strumento di crescita per il Paese. Oltre a giovani e studenti, ha attirato anche pensionati europei tramite alcune leggi pensate ad hoc per loro. Ad esempio, le imposte sui redditi maturati all’estero sono pari a zero, se le persone trasferiscono la residenza in Portogallo. È necessario quindi vivere sei mesi all’anno nel Paese e possedere una casa “che permetta di presumere l’intenzione di tenerla e occuparla come residenza abituale”.

In più, il governo ha introdotto una flat tax al 20% per residenti non abituali che maturano redditi in Portogallo e che rientrano in cinquanta categorie. La manovra ha portato nuovo lavoro, nuove risorse e un buon indotto fiscale. Le mosse si sono poi rivelate esatte, perchè nel dicembre 2017 il Paese ha sorpassato l’Italia superando il momento di forte crisi, che negli anni precedenti lo aveva quasi messo in ginocchio. Al contrario in Italia si arranca ancora, però la Juve ha CR7. Ad ognuno il suo.

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