Partenza rinviata per overbooking? Spetta il risarcimento per danni materiali e morali

Il tribunale di Roma ha condannato Alitalia a 5.300 euro di risarcimento a una famiglia partita con 24 ore di ritardo per overbooking. La compagnia ne offriva 400

Non basta il rimborso della compagnia aerea. Se perdete un giorno di vacanza per colpa dell’overbooking del volo subite un vero e proprio danno morale, che come tale va risarcito. Lo dice il Tribunale di Roma in una sentenza alquanto innovativa destinata a diventare un precedente.

Il Codacons ha vinto una battaglia legale a difesa degli utenti sul fronte del trasporto aereo. L’associazione dei consumatori aveva avviato dinanzi al Tribunale di Roma una causa contro Alitalia per conto di una famiglia residente nella capitale che, a causa dell’overbooking di un volo, aveva dovuto rinunciare a un giorno di vacanza. I fatti risalgono al 4 aprile 2009, giorno in cui il volo Alitalia Roma-Il Cairo parte lasciando a terra i quattro componenti della famiglia a causa dell’overbooking. I passeggeri riescono a partire solo 24 ore dopo.

L’overbooking (cioe la “sovraprenotazione”) è un sistema spesso utilizzato dai vettori aerei (e non solo) che consiste nella vendita di posti oltre le effettive disponibilità dell’aereo. Un modo con cui la compagnia si tutela da possibili “buchi” (e quindi si garantisce gli utili) ma a scapito di una parte di  passeggeri che quasi sicuramente rimangono a terra.

La perdita del riposo va risarcita

Dopo il ritorno in Italia, la famiglia riceve da Alitalia un rimborso di 400 euro sulla base delle norme europee che regolano l’overbooking. Ma l’indennizzo elargito dalla compagnia aerea è ritenuto insoddisfacente e i passeggeri si rivolgono all’associazione di consumatori, che chiede al tribunale di condannare Alitalia per i danni patrimoniali subiti dalla famiglia (spese di taxi per il ritorno a casa, spese di messa in sicurezza della valige, ecc.) e soprattutto per il danno morale legato alla perdita di un giorno di vacanza all’estero.

Il giudice accoglie la richiesta dell’associazione scrivendo nella sentenza:

“quanto alla richiesta degli attori per il risarcimento del cd. danno da vacanza rovinata (…) il danno può ritenersi provato in via presuntiva, in quanto, con lo slittamento del viaggio gli attori hanno perso un’occasione di riposo e di svago oltre che di godimento della mutua compagnia”.

Alitalia è stata così condannata a risarcire non solo il danno morale da vacanza rovinata, nella misura di 500 euro a passeggero, ma anche il danno patrimoniale causato, pari a 300 euro a passeggero, oltre al risarcimento delle spese legali per 2.170 euro. In totale, quindi, la compagnia aerea dovrà sborsare per la pratica scorretta dell’overbooking, oltre ai 400 euro a passeggero già elargiti autonomamente, più di 5.300 euro. Una lezione da tenere presente in tempo di partenze estive.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Partenza rinviata per overbooking? Spetta il risarcimento per danni ma...