Parla danese la top 5 degli amministratori delegati

Come si entra nella top 5 degli amministratori delegati di tutto il mondo? Macinando fatturato e ricavi, certo. Ma non solo. Infatti Jeff Bezos di Amazon non c'è

E’ danese, ha 62 anni e si dice convinto che le decisioni aziendali sui grandi temi sociali e ambientali, nel lungo periodo, abbiano anche marcati effetti finanziari. Si chiama Lars Rebien Sørensen ed è il CEO del gigante farmaceutico Novo Nordisk, specializzato nel trattamento del diabete. E’ lui a guidare la top 100 degli amministratori delegati di tutto il mondo, secondo la classifica stilata da Harvard Business Review.

Si tratta di un nome non molto noto all’opinione pubblica. Non quanto Jeffrey Bezos di Amazon, ad esempio. Considerando la top 100 sotto il segno dei soli risultati finanziari, Bezos rimane il miglior amministatore delegato su scala globale. Ma questo non basta. Non più. L’Harvard Business Review, infatti, non misura solo i risultati finanziari, ma anche quella che definisce “performance ESG”: la responsabilità ambientale, sociale e di governance di un’azienda. E i risultati di Amazon, sotto questo profilo, confinano Bezos all’87° posto del ranking.

Se la scelta di agire in un mercato di nicchia come quello del diabete, malattia in forte crescita, ha spinto in alto vendite e valore delle azioni di Novo Nordisk, ciò che ha portato Sørensen in vetta alla classifica di HBR è la decisione di offrire insulina a prezzo scontato nei paesi in via di sviluppo, attività di lobby trasparenti e limitate, una politica responsabile nei confronti della sperimentazione animale. “Nell’epoca dei big data e di una maggiore trasparenza – spiegano dall’Harvard Business Review – consumatori e investitori vogliono comprendere la cultura e i valori di una compagnia, analizzando il suo comportamento sociale e non solo il prezzo delle sue azioni”. La top 5 degli amministratori delegati è a tinte europee. Solo il secondo classificato, John Chambers, a.d. di Cisco Systems, azienda dell’information technology, è infatti statunitense.

Al 3° posto svetta lo spagnolo Pablo Isla di Inditex, specializzata nella vendita al dettaglio. A seguire, il tedesco Elmar Degenhart di Continental, secondo più grande fornitore europeo di componentistica per auto, e il britannico Martin Sorrel di WPP, attiva nei servizi di marketing e comunicazione. Per scalare questa graduatoria il segreto è semplice: cambiare modo di pensare, passando dal tradizionale “business is business”, focalizzato sul profitto immediato, al business concepito in una prospettiva di lungo termine. Creare nel tempo benefici ad ampio raggio e abbracciare l’intero contesto sociale e ambientale in cui agisce una corporation: questa, secondo Harvard Business Review, la preziosa lezione di Lars Sørensen.

Immagini: Depositphotos

Parla danese la top 5 degli amministratori delegati