Pagare in contanti fino a 3mila euro: cosa cambia (e cosa si rischia)

Come comportarsi per il pagamento degli affitti, le pensioni, i prelievi bancari e i pagamenti a rate

La legge di stabilità 2016 ha innalzato la soglia dei pagamenti in contanti da mille a 3.000 euro. Rispetto al 2015, quindi, il contante potrà essere utilizzato per tutti i tipi di pagamento che sono compresi tra 1.000 e 2.999,99 euro, mentre quelli sopra i 3mila richiederanno o il bonifico bancario, o l’assegno non trasferibile, oppure la carta di credito o il bancomat. Vediamo cosa cambia per il pagamento degli affitti, le pensioni, i prelievi bancari e i pagamenti a rate.

  • Pagamento affitti contanti – La legge di stabilità 2014 aveva limitato l’uso del contanto ad importi inferiori ai 1000 euro, ma la norma è stata cancellata dalla legge di stabilità 2016. Quindi è consentito affittare una casa in montagna per una settimana, incassando in contanti il canone di 1.200 euro.
  • Pagamento a rate – È possibile concordare in anticipo i pagamenti rateali nel contratto, ma secondo il dlgs 231/2007 la divisione non può essere artificiosa. Quindi, una consulenza professionale dell’importo totale di 4.500 euro può essere pagata in nove rate mensili da 500 euro ciascuna, tutte versate in contanti.
  • Erogazione della pensione – La legge di Stabilità 2016 prevede espressamente che resta per le Pa l’obbligo di pagare gli emolumenti superiori a mille euro – erogati a qualsiasi titolo – solo con l’utilizzo di strumenti telematici. Quindi questo vale anche per le pensioni.
  • Prelievi in banca – I prelievi o i versamenti superiori al limite dei 3000 euro sono permessi, perché non implicano “trasferimento” di denaro tra soggetti diversi. Il ministero dell’Economia l’aveva già chiarito quando la soglia era a mille euro
  • Caparra acquisto mobili– La caparra per l’acquisto dei mobili può essere incassato dal rivenditore o versato sempre rispettando il limite dei 3000 euro. Per caparre maggiori sono richiesti mezzi tracciabili.
  • Utilizzo di più assegni – È ammesso il pagamento parziale in contanti, purché sia rispettata la soglia dei 3mila euro. È possibile anche usare più assegni inferiori a 3mila euro, purché indichino nome e ragione sociale del beneficiario.
  • Versamento di tributi – Un contribuente può pagare un tributo di 4mila euro in denaro contante presso a uno sportello comunale? No, perché in questo caso si applica il limite dei 3mila euro e non è prevista una deroga in questo senso. Il versamento può tuttavia essere eseguito tramite intermediari finanziari come banche e uffici postali (con l’avvertenza che oltre i mille euro l’F24 non può essere cartaceo). Anche questo aspetto era stato chiarito dal Tesoro quando la soglia era a mille euro.
  • Acquisti dei turisti – Commercianti e agenzie di viaggio possono accettere il pagamento dai turisti extra Ue fino a 15mila euro sempre se rispettano tutto l’iter previsto che comprende anche la fotografia del passaporto del turista e la richiesta di un’autocerticazione di non residenza in Italia.

COSA SI RISCHIA – Che cosa rischia chi paga in contanti cifre superiori alla soglia dei 3mila euro? Per chi viola l’obbligo attualmente si prevede una sanzione amministrativa che va dall’1% al 40% dell’importo trasferito. Tale sanzione, tuttavia, non può mai essere più bassa dell’ammontare di 3mila euro.
Se, invece, si verificano violazioni di importi che superano i 50mila euro, la soglia minima della sanzione che viene applicata sale di 5 volte. In questo caso, quindi, la sanzione non potrà mai essere inferiore a 15mila euro.

Per alcune tipologie di pagamenti il limite in vigore fino al 31 dicembre 2015 rimane in vigore.
Il limite di 999,99 euro rimane in vigore, quindi, per:

  • assegni e vaglia postali/cambiari (indicazione del beneficiario e della clausola “Non trasferibile”);
  • saldo libretti di deposito al portatore;
  • pagamenti effettuati dalle Pubbliche amministrazioni;
  • money transfer.

Le sanzioni previste per i trasgressori sono dall’1 al 40% dell’importo trasferito se la cifra è compresa tra i 3mila e i 50mila euro, dal 5 al 40% dell’importo trasferito se la somma è superiore ai 50mila euro.

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