Pagamenti della Pa, pronti 20 miliardi. Si alza la soglia di compensazione con le tasse da pagare

Il Governo ha varato il decreto che sblocca da subito il pagamento dei debiti verso le imprese e fissa regole sulle compensazioni fiscali. Ma le Pmi sono escluse

La buona notizia è che finalmente lo Stato apre i cordoni della borsa: 20 miliardi nel 2013 e altrettanti nel 2014 per saldare i debiti con le imprese. Un modo per riscuoterli sarà anche quello di compensarli con le tasse da pagare: la soglia di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali sale da 500mila e 700mila euro. Un po’ di liquidità in un’economia al collasso che però non arriva a tutti: le Pmi, che rappresentano il 98% delle imprese italiane, sono le grandi escluse perché non rientrano nel monitoraggio dei debiti da liquidare.

I punti del decreto

Il governo ha varato l’attesissimo decreto sui pagamenti della pubblica amministrazione. Ecco in sintesi i punti principali che riguardano le imprese.

Allentamento del Patto di stabilità interno. Per il 2013 i debiti delle amministrazioni sono esclusi dal Patto di stabilità interno per un importo di 5 miliardi di euro per quanto riguarda gli enti locali, di 1,4 miliardi per le regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei.

Fondo per il pagamento dei debiti di regioni, province e comuni. Si prevede l’istituzione di un unico Fondo con dotazione di 26 miliardi di euro articolato in 3 sezioni comunicanti tra loro per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili:
• degli enti locali (2 miliardi nel 2013 e 2 nel 2014),
• delle regioni per debiti non sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 nel 2014),
• delle regioni per debiti sanitari (5 miliardi nel 2013 e 9 nel 2014).

Innalzamento del tetto di compensazione fiscale. Viene elevata da 500mila a 700mila euro la soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali (con un beneficio per le imprese stimabile in 2 miliardi). Inoltre la possibilità già esistente di compensare crediti commerciali certificati con debiti fiscali iscritti a ruolo viene allargata a debiti fiscali conseguenti ad atti di accertamento con adesione (in pratica un "accordo" tra contribuente e fisco per evitare il processo tributario).

Procedure di pagamento. Vengono fissati modi e tempi per i pagamenti dei diversi soggetti debitori in relazione alle diverse tipologie di credito delle imprese. In particolare:
comuni e province che hanno liquidità residue dovranno comunicare entro il 15 giugno importi e tempistiche alle imprese beneficiarie dei pagamenti che sono finanziati dell’ente. Fin da subito – in attesa dell’autorizzazione del ministero entro il 15 maggio – gli enti possono iniziare a pagare il 50% dei propri debiti;
comuni, province, regioni e Asl che non hanno liquidità residue possono ottenere finanziamenti dal Fondo entro il 15 maggio. Il finanziamento dovrà essere essere restituito in un periodo massimo di 30 anni a un tasso di interesse agevolato.

Ordine di liquidazione. In caso di richiesta di pagamenti per importi superiori alle disponibilità, le amministrazioni seguiranno il criterio dell’anzianità del credito scaduto.

Ma per le Pmi il piatto piange

L’immancabile Ufficio studio della Cgia di Mestre però fa notare che i 91 miliardi di euro del debito complessivo della Pa sono stati calcolati attraverso un’indagine campionaria condotta solo sulle imprese con più di 20 addetti.

Ciò significa che le aziende di dimensioni inferiori, "che rappresentano il 98% del totale delle imprese presenti nel nostro Paese, non sono state monitorate" come segnale il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi. Quindi l’ammontare del debito complessivo della Pa potrebbe andare ben oltre i 91 miliardi di euro. "Se in tempi ragionevoli sarà possibile effettuare un nuovo monitoraggio, è molto probabile che il debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese lieviti tra i 120-130 miliardi di euro", conclude Bortolussi.

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