Pace fiscale nella bufera, Di Maio rievoca la “manina” e denuncia: “Al Quirinale testo manipolato”

Secondo il vicepremier una "manina" avrebbe modificato il testo per favorire gli evasori. Il Colle smentisce:"Nessun testo ricevuto". La Lega replica: "Siamo gente seria"

(Teleborsa) Era già successo lo scorso luglio col Decreto Dignità: in quell’occasione, Luigi Di Maio aveva denunciato una manomissione del testo evocando il complotto delle lobby. Stavolta nel mirino del leader pentastellato è finito il dl fiscale che, a suo dire, sarebbe arrivato al Quirinale manomesso.

“QUELLA GELIDA MANINA” – “Il testo sulla pace fiscale inserito in manovra e trasmesso al Colle non era quello su cui c’era l’accordo in Consiglio dei ministri”. E ancora: “Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”

Così il vicepremier Luigi Di Maio, Ospite a Porta a Porta, una denuncia ribadita sui social.

È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade. Noi del MoVimento 5 Stelle in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così. Questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!

LA SMENTITA DEL QUIRINALE: “TESTO MAI RICEVUTO” – A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato la smentita del Colle che nega che sia arrivato il documento.  “Il testo del decreto fiscale non è ancora pervenuto al Quirinale per l’esame, la firma e l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica”, precisa l’Ufficio stampa del Quirinale.

Non si fa attendere la replica di Di Maio: “Ai miei uffici risulta che il testo sia andato. Se non è ancora arrivato al Quirinale allora basterà lo stralcio”, della parte non condivisa “e non sarà nemmeno necessario riunire il Cdm”.

COSA HA FATTO ARRABBIARE DI MAIO“Non ho mai detto di voler aiutare i capitali mafiosi o parlato di esclusioni di punibilità per chi evade. Il testo trasmesso contiene la non punibilità. Al Quirinale è arrivato un testo non concordato in consiglio dei ministri, con sia lo scudo per i capitali mafiosi sia la non punibilità per chi evade”, ha specificato il vice premier.

LEGA: “NOI SIAMO GENTE SERIA” – Ovviamente, sono stati in tanti a leggere tra le righe un riferimento velato alla Lega che però precisa: “Noi siamo gente seria”. Questo il commento di alcuni esponenti della Lega, dopo le parole del vicepremier che hanno chiarito la loro posizione con un comunicato: “Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati, stiamo lavorando giorno e notte sulla riduzione delle tasse, sulla legge Fornero e sulla chiusura delle liti tra cittadini ed Equitalia”.

L’AFFONDO DELLE OPPOSIZIONI – Anche l’opposizione va all’attacco. “Approvano un condono tombale per gli evasori. E ora cercano manine e nemici. Imbroglioni. Un grande paese come l’Italia non merita tutto questo. #ladridifuturo”, dice il segretario del Pd, Maurizio Martina. 

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