Osservatorio Cottarelli, la classifica dei comuni più virtuosi ed efficienti

L'Osservatorio Cottarelli ha messo a confronto la spesa dei Comuni italiani con il numero dei servizi offerti per evidenziare quali siano quelli più efficienti

L’Osservatorio Cottarelli ha pubblicato in questi giorni la classifica dei Comuni più più efficienti in merito al rapporto tra la spesa erogata e il numero dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, per calcolare la relativa l’efficienza finanziaria.

Secondo i dati raccolti, per quanto riguarda i comuni con un numero di abitanti maggiore di 80.000, Pisa è prima con un indicatore di efficienza pari a 139. 50 e una quantità di servizi offerti molto superiori alla media, per una spesa che si discosta di poco da quella standard. Seguono Parma e Padova che chiude il podio, mentre sempre nella top ten anche Piacenza, Cesena, Reggio Nell’Emilia, Prato, Bologna, Treviso e Bergamo. Tra le città più importanti, Milano è circa a metà classifica (al 29esimo posto), Roma si discosta di poco ed è 31esmia mentre Napoli è al terzultimo posto.

La classifica estesa ai comuni con più di 40.000 abitanti vede affermarsi Cremona, al primo posto, che supera Pisa al secondo, e il Comune di Seregno (Monza e Brianza) al terzo. Nella top ten compaiono tutte città del Nord Italia con Mantova, Parma, Biella, Pavia, Padova, Piacenza e il comune di Rho (Milano), che non risulta valutabile per quanto riguarda la funzione smaltimento rifiuti. Per quanto riguarda le grandi città, in questo caso Milano scende all’ 81esimo posto, Roma Capitale non è molto distante (all’83esimo posto), Napoli, invece,è 160esima. Chiudono la classifica Rieti (Lazio) preceduto da Scafati (Campania), Civitavecchia, Trani e Foggia.

Le valutazioni in merito all’efficienza finanziaria di un comune sono basate su sulla spesa effettuata calcolata tenendo conto di quanto soldi investiti si discostano da quello che dovrebbe essere il fabbisogno standard per le caratteristiche che il comune presenta. Dal momento che questo dato da solo è poco indicativo, perché un comune può spendere di più ma fornire anche più servizi, è stato messo in relazione con con la quantità di funzioni svolte dai comuni, come la viabilità e il territorio, l’istruzione pubblica (inclusi gli asili nido), i servizi amministrativi della pubblica amministrazione, i soldi investiti nella polizia locale, nel settore sociale e nello smaltimento di rifiuti. I dati presi in esame fanno però riferimento alle informazioni raccolte da SOSE S.p.a. relativi al 2016.

Come sostenuto da Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio, quest’indagine non è fine a sé stessa ma si inserisce in un periodo molto importante per le finanze comunali, con l’introduzione in bilancio dei fabbisogni standard che vanno a sostituire quelli storici nel calcolare i trasferimenti statali e la capacità fiscale, nel quadro della revisione delle autonomie locali in corso. Nella definizione di questi trasferimenti si cerca appunto di superare il concetto di spesa storica che contribuisce alle inefficienze di gestione. Secondo Cottarelli, l’indagine è anche utile come guida ai comuni per evitare gli sprechi e le inefficienze, tenendo conto delle caratteristiche singole con particolare riferimento alla dimensione del territorio, della popolazione e della situazione finanziaria caso per caso.

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