Oro, quotazioni alle stelle. La corsa può fermarsi ma il rischio bolla non c’è

Le paure finanziarie confermano l'oro re dei beni rifugio. La quotazioni al massimo possono fermarsi ma sul lungo periodo la solidità resta

Un balzo dell’8,4% in meno di due settimane. Una performance inimmaginabile per qualsiasi altro investimento, soprattutto in tempi di montagne russe in borsa. Spinto dalle paure per la situazione finanziaria e per l’inaffidabilità del debito pubblico di molti paesi dell’Eurozona, l’oro sta facendo scintille. La quota di 1.600 dollari l’oncia (che significa 1.140 euro al chilo) è stata appena sfondata. Ma per capire la dimensione del fenomeno bisogna osservarlo sul lungo periodo: il metallo prezioso si è rivalutato del 44% dall’inizio del 2010 e del 81% negli ultimi due anni e mezzo. Sono rendimenti che non hanno paragoni.

La paura spinge l’oro

L’oro dunque si conferma il bene rifugio per eccellenza. Per definizione i beni rifugio esplodono quando gli altri asset arrancano. La benzina del loro motore è la paura, una paura che, come ricorda Luca Davi sul Sole 24 Ore, in questo caso è sfaccettata e addirittura contraddittoria:

  spaventa principalmente il rischio di contagio della crisi greca in altri paesi dell’area euro e il conseguente rischio di default anche di economie più grosse, e addirittura l’eventualità, sia pure remota e temporanea, di un default americano,

  fa paura la fragilità della ripresa economica a livello globale e paradossalmente fa paura anche il suo opposto cioè il rischio di un aumento inflazione, soprattutto in paesi in netta crescita come l’India dove la domanda di oro è altissima.

Vantaggi d’oro

Ma quali sono le caratteristiche che staccano nettamente l’oro dai suoi concorrenti? Fondamentalmente tre:

  è un investimento infruttifero, cioè non dà interessi o dividendi, e in questa situazione di incertezza è un vantaggio perché non disperde valore e dà stabilità all’investimento;

  è un bene scarso perché la domanda è sempre superiore all’offerta, e questo garantisce la tenuta del valore;

  è liquido, cioè altamente scambiabile e convertibile (è il simbolo della ricchezza universalmente condiviso).

Una bolla poco probabile

La solidità dell’investimento in oro però non deve far perdere di vista la possibilità che anche questo asset sia a rischio speculazione. Cioè che le sue quotazioni siano comunque “gonfiate” e possano scoppiare. Qualcuno sostiene che l’ascesa sia già terminata e che quindi comprare adesso non sia conveniente.

Ma parlare di una vera e propria “bolla” per l’oro è fuori luogo. L’incertezza economica resta ancora alta e questo continuerà – secondo diversi analisti – a spingere le quotazioni sul lungo periodo. D’altronde i livelli attuali non sono un record storico: nel 1980 raggiungeva quasi i 2.400 dollari, a prezzi correnti, il 50% in più dei livelli attuali.

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