Online i maxi-stipendi Rai: molti ex prendono più di 200mila euro

Al via l'operazione trasparenza: pubblicati i compensi più alti di Viale Mazzini. Al dg Campo Dall’Orto 650mila euro. L'ira dei grillini

Per la prima volta la Rai applica la legge Brunetta sulla trasparenza dei dipendenti pubblici e mette online, sul proprio sito, i compensi di dirigenti e giornalisti oltre i 200 mila euro. Stipendi non smentiti da viale Mazzini, ma viene precisato che si tratta di compensi in linea con quelli che percepiscono in Italia e all’estero manager di aziende di simili dimensioni.

STIPENDI TOP- Si comincia dai capi supremi: il giovane direttore generale Campo Dall’Orto guadagna 652 mila euro e ha un contratto di tre anni, la presidente Monica Maggioni 330 mila dei quali 270 mila sono la quota fissa da ex direttore di Rainews e 60 mila da consigliere.

Quanto prendono i direttori di Rete? Per Ilaria Dallatana (Rai 2) e Daria Bignardi (Rai 3) il compenso è di 300 mila euro. Cifre pressocchè identiche anche per i direttori dei telegiornali della rete televisiva nazionale italiana. Con i suoi 320 mila euro, il direttore del TG1 si attesta il primato di direttore più pagato, seguito con un ex aequo tra Marcello Masi del TG2 e Bianca Berlinguer del TG3 con i loro 280 mila euro.

GLI EX SUPERPAGATI – Sono tanti, nell’elenco, i manager spariti dai quadri dirigenziali, parcheggiati da qualche parte senza lavoro ma con stipendi molto ricchi. L’ex del Tg2 e di Raiuno Mauro Mazza percepisce 340 mila euro annui. Il notista politico del Tg1 ed ex deputato Francesco Pionati 203 mila. L’ex dg Alfredo Meocci 240 mila. Carmen Lasorella, storico volto del Tg2, 205 mila. Anna La Rosa, un tempo direttore di Raiparlamento, 240 mila. Già dg molto contestata, Lorenza Lei prende 240 mila euro. Tutti loro hanno contratti a tempo indeterminato.

POLEMICHE – Alcuni esponenti del Pd renziano tuonano davanti a questi dati e innescano una vera e propria bufera le parole di Matteo Orfini: “Soldi a chi è lì solo per rapporto incestuoso con la politica”, e ancora quelle di Anzaldi: “Pagati per non far nulla”.

“Mentre arrivano le rate del canone da pagare vediamo stipendi dei pezzi grossi Rai assolutamente vergognosi. Media 300.000 € all’anno”, scrive su twitter Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle. Il membro del direttorio grillino attacca poi il presidente del Consiglio Matteo Renzi con un altro tweet: “Sforato ampiamente tetto massimo 240.000 € all’anno. Smentita l’ennesima balla di Renzi. Intanto arriva il canone in bolletta” .

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