Oltre il Covid: BCE non basta, l’Europa prepara altri stimoli

Germania pronta a mettere sul piatto altri 75/80 miliardi e anche il Regno Unito cerca di arginare la peggior crisi dal 1706

Politica fiscale e politica monetaria: due le “leve” su cui poggia la ripresa dell’Europa travolta dal Covid che, mai come ora, viaggia su un doppio binario.

In una situazione di questa eccezionalità vanno prese “misure di bilancio” per rispondere alla crisi pandemica e “l’uso del debito non solo è raccomandato, è la cosa da fare”. A dirlo, qualche giorno fa, la  Presidente della BCE, Christine Lagarde, in un intervento in diretta Web con i giovani per parlare dell’impatto della crisi sanitaria su economia, persone e  attori economici.

GERMANIA STUDIA NUOVO PIANO DI STIMOLI – Un “appello” che non sembra essere caduto nel vuoto. Anzi. Se il nostro Paese ha messo sul piatto 55 miliardi per far ripartire l’economia duramente colpita dalla crisi, la Germania  (che ha già varato a marzo un primo pacchetto “monstre” da 750 miliardi di euro – derogando alla regola del pareggio di bilancio) alza ancora di più l’asticella apprestandosi a mettere a punto un nuovo pacchetto di stimoli che dovrebbe valere tra 75 e 80 miliardi di euro.
Misure tempestive e mirate: questo il raggio d’azione entro il quale si muovono gli esponenti della Grande Coalizione. Sul piatto, dunque,  liquidità per le famiglie con l’obiettivo di spingere i consumi, fondi per i comuni alle prese con un consistente calo delle entrate e, ovviamente, aiuti fiscali alle imprese. Parte della maggioranza in pressing per l’introduzione di incentivi per l’acquisto di autovetture.

REGNO UNITO VERSO PEGGIOR  CRISI DAL 1706 
–  Anche il Governo britannico, secondo quanto ha riportato il Financial Times nelle scorse ore,   prepara per luglio un pacchetto di stimoli economici a luglio nel tentativo di arginare i danni causati dalla pandemia di coronavirus,  Il Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak sarebbe già a lavoro su alcune proposte che puntano a investire in programmi di formazione, infrastrutture e aiuti per le aziende.
Anche qui numeri impietosi:  in scia agli effetti su imprese e lavoratori delle misure restrittive,  la Bank of England ha previsto, infatti,  un crollo del PIL del 25% in questo trimestre, che dovrebbe ridursi del 14% quest’anno.Si tratterebbe della caduta più netta dal 1706. Uno scenario, a dir poco, da incubo. 

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