Olio d’oliva, frodi nel 50% dei campioni. Così ti condisco l’Italia

Olio d'oliva tagliato, rettificato, deodorato. Troppe truffe finiscono in bottiglia col marchio "extra vergine". Le cifre e la denuncia

L’olio extravergine d’oliva, tra i prodotti cardine della dieta mediterranea e uno dei fiori all’occhiello dell’agroalimentare Made in Italy. L’Italia infatti è il secondo produttore in Europa e nel mondo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre 464 000 tonnellate, due terzi dei quali extravergine e con ben 41 denominazioni DOP e un’IGP riconosciute dall’Unione europea.
Ma non è tutto olio quel che luccica….

Paradossalmente infatti il nostro Paese è anche il primo importatore mondiale di olio di oliva, detenendo una quota pari al 35% (2011) e superando paesi come Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Al contrario, riguardo alle esportazioni, la quota italiana è del 22% nel 2011, ampiamente al di sotto del livello della Spagna che si attesta su una quota di circa il 50%.

Queste cifre non denotano solo una debolezza commerciale del settore oleario ma dimostrano che dietro a tante etichette nostrane si celano fior di truffe.

E’ quanto emerge dal 2° Rapporto sulle Agromafie, realizzato da Eurispes in collaborazione con Coldiretti. Spiega Gian Maria Fara, presidente dell’istituto di ricerca " Le cifre dimostrano che i consumatori sono vittime di vere e proprie frodi alimentari dal momento in cui, dietro al paravento di marchi sedicenti italiani ed etichette fuorvianti, vengono commercializzati oli di oliva di bassissima qualità, spesso ottenuti attraverso la raffinazione degli oli importati".

L’ALLARME
Il piano di sorveglianza attivato a livello nazionale sulle aziende produttrici attraverso un campionamento di olio su tutto il territorio italiani ha prodotto risultati allarmanti:  ben il 49% del totale degli oli esaminati, sono risultati non conformi (di questi il 54% provenienti dal Sud, il 24% dal Nord e il 22% dal Centro). Numerose anche le operazione del Nucleo Agroalimentare della Forestale che ha sequestrato 450 tonnellate di olio extravergine di oliva deodorato destinato a essere commercializzato per un valore di circa 4 milioni di euro e dei Nas che hanno recentemente sgominato un’organizzazione che operava tra Toscana e Lazio e sequestrato 2.500 litri di olio d’oliva privi di rintracciabilità, 5.000 litri di olio contraffatto e dichiarato extravergine, barattoli di betacarotene e decine di chili di clorofilla, sostanze con cui si tramuta fraudolentemente l’olio di semi in olio extravergine di oliva.

COME AVVIENE LA CONTRAFFAZIONE
Il procedimento adottato per la contraffazione, in sintesi, è il seguente: vengono importati oli grezzi provenienti da Spagna, Grecia e Tunisia sfruttando il loro basso costo di produzione (derivante sia da metodi di coltivazione iper-intensivi che dalla scarsa remunerazione del lavoro). 
Successivamente tali oli, assimilabili perlopiù all’olio lampante (così chiamato poiché in passato veniva utilizzato per alimentare le lampade ad olio) vengono rettificati al fine di abbassarne l’acidità e di eliminare i componenti aromatici sgradevoli.
Dal momento che il prodotto risulta essere di infima qualità, l’olio viene poi miscelato con basse quantità di oli realmente italiani e successivamente “deodorato” (cioè trattati attraverso lavaggi chimici, non ammessi per legge per l’olio extravergine) in modo da mettere a punto le caratteristiche organolettiche, correggendone i difetti. Trasformato, manipolato, deodorato… al termine della ‘cura’ mantiene solo un lontano ricordo delle olive italiane.

COME RICONOSCERE UN BUON OLIO E DIFENDERSI DALLE TRUFFE
Attenzione all’etichetta: la legge vuole che sia specificato quando l’olio è "100% italiano", ottenuto, cioé, da olive prodotte e lavorate in Italia. In alternativa viene indicata la diversa provenienza dei frutti (olii comunitari, bacino del Mediterraneo…).
Un altro indizio che non deve trarre in inganno è il prezzo: ottenere dell’olio buono e sano costa; un extravergine pagato meno di 6 euro al kg dovrebbe far sorgere leciti dubbi sulla sua autenticità.

Olio d’oliva, frodi nel 50% dei campioni. Così ti condisco ...