Olio, dal 2014 nuova etichetta e tappi antirabbocco al ristorante

Nuova normativa Ue sull'etichettatura delle bottiglie d'olio. E possibile arrivo dei tappi antirabbocco per i ristoranti

Nel corso degli ultimi anni diversi regolamenti Comunitari hanno dato disposizioni precise sulle modalità più opportune per commercializzare l’olio di oliva, con l’obiettivo di tutelare i consumatori. Ma truffe e contraffazioni legate all’olio di oliva sono continuate a dilagare: l’ultimo rapporto agromafie denuncia che  sono state registrate frodi nel 50 per cento dei campioni, mentre i Nas hanno recentemente sgominato un’organizzazione che operava tra Toscana e Lazio e sequestrato 2.500 litri di olio d’oliva privi di rintracciabilità, 5.000 litri di olio contraffatto e dichiarato extravergine, barattoli di betacarotene e decine di chili di clorofilla, sostanze con cui si tramuta fraudolentemente l’olio di semi in olio extravergine di oliva.

Nel tentativo di combattere l’"extravergine tarocco", la Commissione europea ha dato ora il via libera definitivo alla regolamentazione sulla trasparenza dell’etichetta, lasciando i paesi membri liberi di scegliere se adottare i tappi antirabbocco per ristoranti e hotel.
 

COSA CAMBIA
Mentre i frantoi lavorano a pieno regime e la raccolta delle olive volge al termine, Bruxelles approva le nuove norme sulla commercializzazione dell’olio di oliva, che si applicheranno a partire dal 13 dicembre 2014, contemporaneamente al regolamento 1169/2011.

Con la modifica approvata le informazioni in etichetta dovranno essere riportate obbligatoriamente nello stesso campo visivo principale e in un corpo di testo omogeneo, utilizzando caratteri di dimensioni già fissati dal regolamento 1169. In base al nuovo provvedimento infatti, le scritte sull’etichetta dovranno essere obbligatoriamente uniformi per non indurre in errore il consumatore, evitando che prodotti di qualità inferiore siano riportata in caratteri più piccoli.
Sarà, così, possibile verificare con maggiore facilità nella parte frontale della bottiglia le caratteristiche dell’olio e la sua origine

Inoltre la tipologia degli oli vegetali dovrà essere chiaramente indicata (es, olio di colza, di palma …) senza fraintendere e ingannare il consumatore.
E i prodotti che tradizionalmente utilizzano olio extravergine ma che lo sostituiscono per esigenze commerciali con oli diversi, devono indicarlo chiaramente in etichetta e sotto la denominazione di vendita.

In merito ai "tappi antirabbocco", sui quali Bruxelles fece retromarcia la scorsa primavera (a mettersi di traverso furono i paesi del nord Europa), non riuscendo a mettere al bando le vecchie oliere dai tavoli dei ristoranti per sostituirle con bottiglie monouso, il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, ha affermato "Per quanto riguarda, poi, le bottiglie destinate alla ristorazione, la Commissione ha assicurato che gli Stati membri possono stabilire norme a livello nazionale che dispongano l‘uso obbligatorio di sistemi di chiusura che ne impediscono il riempimento dopo l’esaurimento del contenuto e che pertanto, una volta aperte, le confezioni non saranno più riutilizzabili", ha aggiunto.

Siamo ancora lontani dal garantire una completa tracciabilità di uno dei fiori all’occhiello della dieta mediteranea, ma qualcosa si muove nella direzione di una maggior tutela.

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