Crisi e moneta unica: ogni italiano ha perso quasi 4.000 euro

Dal 1997il tasso di crescita del Paese è stato tra i più bassi d'Europa

Sono calcoli realizzati dal centro studi di Confindustria e illustrati in commissione Bilancia della Camera. Secondo il direttore del centro, Luca Paolazzi, ha spiegato che dal 1997, “quando di fatto è nata la moneta unica“, al 2007, il tasso di crescita dell’economia italiana “è stato mediamente di quasi un punto percentuale inferiore a quello dell’insieme degli Paesi dell’area dell’euro, con un 9,4% cumulato”. “Con la crisi – ha aggiunto Paolazzi – il divario si è accentuato, arrivando al 14,7% cumulato nel 2011 e la perdita del Pil è diventata di 232,2 miliardi”. Una situazione allarmante che si è tradotta in una perdita di 3.822 euro a testa.

Per Confindustria – alla luce dei dati Istat che indicano ufficialmente una recessione in corso – occorre avviare politiche di contenimento della spesa pubblica e al contempo a favore della crescita. In tal senso si suggerisce alla forze politiche di destinare il 100% del recupero dall’evasione fiscale alla riduzione della pressione fiscale su lavoro e imprese.

Crisi e moneta unica: ogni italiano ha perso quasi 4.000 euro