Ocse: ripresa al rallentatore e disoccupazione vicina ai massimi

L’economia è ancora malata. La crescita del Pil è moderata e discontinua, mentre i posti di lavoro continuano a latitare

A settembre il superindice Ocse mostra andamenti contrastanti: prosegue la crescita in Germania, Giappone, Russia e Stati Uniti, mentre si registra “un moderato rallentamento” in Canada, Francia, Italia e Gran Bretagna, ma anche in India, Cina e Brasile.
L’indicatore in settembre è fermo a 102,8 segnando il quinto mese consecutivo di crescita negativa o nulla per l’area. Su base annua l’indice è salito di 4,4 punti.
Il peggior risultato del mese di settembre spetta alla Cina col -0,7%, seguita da Italia, Brasile, India e Canada col -0,2%. La migliore performance è della Russia (+0,6%), seguita dal Giappone (+0,2%). Su scala annuale la peggior performance è sempre cinese (-4,0%), seguita da Francia (-0,5%), India (-0,2%) e Italia (+0,5%).

Male anche la disoccupazione
E anche la disoccupazione non segnala sostanziali miglioramenti. L’organizzazione ha diffuso i dati di settembre che vedono la media dei 33 paesi membri stabile sull’8,5%, per il quarto mese consecutivo.
Dallo scoppio della crisi il dato peggiore è stato l’8,7%, raggiunto nell’ultimo trimestre del 2009. Dunque rispetto un anno fa solo un impercettibile miglioramento.
La situazione nei diversi paesi è differenziata. A fronte dei record negativi di Spagna (20,8%, in peggioramento di ben un punto percentuale rispetto ad aprile), Slovacchia (14,7%) e Irlanda (14,1) ci sono i dati positivi di Corea (3,7%), Olanda (4,4) e Austria (4,5).
L’Italia è in una situazione intermedia, all’8,3%, un po’ meglio di aprile (era 8,5) ma peggio di agosto (8,1). Anche se banca Italia prevede un peggioramento della situazione per la fine dell’anno.
Tra i maggiori paesi la situazione migliore è quella del Giappone (5%, in lieve miglioramento rispetto al picco del 5,3 in giugno) e soprattutto della Germania, che mostra un tasso un po’ più alto (6,7%), ma appare in costante miglioramento: nell’ultimo trimestre 2009 era al 7,5, ad aprile scorso ancora al 7. Rispetto a un anno prima vanta la riduzione più forte: -0,9%.
Male gli Usa, fermi al 9,6%, con un piccolo progresso rispetto al 10% dell’ultimo trimestre 2009, ma peggio di giugno e luglio quando il tasso era stato 9,5. Gli Usa hanno già diffuso il dato di ottobre, che non è cambiato: ancora 9,6%.

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