BTP Italia, chiusura anticipata delle emissioni. Vantaggi e critiche

Ancora un successo per il BTP Italia. Quanto rende, come si acquista, rischi, tassazione, critiche e prodotti alternativi

Il ministero dell’Economia ha deciso di chiudere anticipatamente per il mercato retail la sesta emissione del Btp Italia, dopo aver raggiunto in meno di tre giorni soglia dei 9,5 miliardi di euro.  Per gli investitori ammessi a questa fase, sottolinea il Tesoro, "sarà ancora possibile acquistare il Btp Italia e, in particolare, saranno soddisfatte per intero tutte le proposte irrevocabili di acquisto di questo titolo immesse sul Mot che abbiano determinato la conclusione di contratti entro la data e l’ora di efficacia della chiusura anticipata".

Il BTP Italia, a due anni dall’esordio nel marzo 2012, pare non abbia perso smalto e si conferma uno degli investimenti prediletti dalle famiglie italiane.
Come mai questo buono del tesoro poliennale piace tanto? Fondamentalmente per due ragioni:

E’ indicizzato all’inflazione: è un titolo allineato al costo della vita.
Può essere acquistato direttamente dai piccoli risparmiatori, che possono provvedere direttamente dal computer di casa, in banca o in Posta: i titoli sono acquistabili sul Mot (il mercato obbligazionario telematico di Piazza Affari).

Complessivamente, con le cinque precedenti emissioni di Btp Italia il Tesoro ha raccolto circa 66 miliardi di euro e nel primo giorno del collocamento dell’attuale emissione, la domanda si è attestata a 6,72 miliardi di euro.
Ma al di là del successo finanziario (e mediatico), cerchiamo di valutare anche le eventuali criticità del prodotto.
Abbiamo chiesto al prof. Beppe Scienza (esperto di risparmio e previdenza, titolare del corso di Pianificazione Finanziaria presso l’Università di Torino e "voce fuori dal coro" rispetto all’informazione mainstream sui temi del risparmio e degli investimenti) di fare luce su alcuni aspetti del BTP Italia e di confrontarli con analoghe forme di investimento.

BTP Italia, sesta emissione: un prodotto sicuro e interessante per i piccoli risparmiatori?

"Non si può certo dire sia un bidone, cosa che invece si deve dire di quasi tutta la roba che tentano di rifilare banche, venditori porta a porta e purtroppo a volte anche le Poste. O che spingono alcuni sedicenti consulenti finanziari indipendenti, detti anche fee only (espressione davvero ridicola).
Sulla sicurezza il discorso è complesso. L’aggancio ai prezzi al consumo è una caratteristica difensiva, ma lo Stato Italiano non è certo fra gli emittenti più sicuri su questo pianeta. Anche restando in Italia, come sicurezza i buoni fruttiferi postali non sono certo meno sicuri, ma semmai più sicuri."

Vuol dire che vi è il rischio che il prezzo del BTP Italia scenda rispetto al valore nominale?

"Indiscutibilmente c’è tale rischio: un Btp indicizzato all’inflazione di durata simile precipitò fino in prossimità di 70 euro ogni 100 di valore nominale a fine settembre 2011".

La nuova emissione ha esteso la sua durata a 6 anni. Cosa comporta l’allungamento dell’orizzonte di investimento?

"Di per sé è anche un vantaggio. Dovesse impennarsi l’inflazione fra quattro anni, il titolo proteggerebbe ancora per altri due. Ma proprio in tale ottica è più difensivo un buono postale indicizzato all’inflazione in relazione alla durata decennale, con però il diritto a ottenere il rimborso anticipato ogni giorno, sempre senza spese".

Oggi l’inflazione fa meno paura. Un titolo agganciato ai prezzi al consumo, in caso di deflazione è ugualmente interessante?

"Il problema potrebbe porsi per titoli con rivalutazioni cumulate, come alcuni Btp-i o analoghi titoli esteri, dove peraltro inciderebbe una deflazione dell’eurozona e non solo dell’Italia. Ma la deflazione, fenomeno economico comunque molto infrequente, in generale non è dannosa direttamente per i risparmiatori, ma per l’economia".

Oltre ai BTP Italia, quali altri investimenti con analoghe caratteristiche sono a disposizione dei piccoli investitori?

"Per somme davvero modeste, l’unica soluzione senza imbrogli sono i buoni fruttiferi postali, che nella tipologia indicizzata all’inflazione sono emessi a partire da 250 euro. Non sono però da disdegnare anche per investire per esempio 100.000 euro. Assolutamente da evitare sono i cosiddetti PAC (piani di accumulo di capitale) in fondi comuni d’investimento e soprattutto tutti i prodotti previdenziali: polizze vita o di capitalizzazione, fondi pensione aperti o chiusi, piani individuali previdenziali (p.i.p.) e compagnia brutta" (Per approfondimenti: http://www.beppescienza.it).

ALTRE CARATTERISTICHE DEL BTP ITALIA

• RENDIMENTO reale minimo garantito. Il tasso cedolare annuo minimo garantito di questo BTp Italia è stato fissato all’1,65%. (Mentre il tasso cedolare reale annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini, ma non potrà essere inferiore al minimo).
SCADENZA. 6 anni (2020).
CEDOLA. Semestrale indicizzata all’indice Foi (costo della vita per famiglie di operai e impiegati) in via posticipata.
• TAGLIO MINIMO. 1.000 euro.
• COLLOCAMENTO. Dal 14 al 17 aprile 2014 (salvo chiusura anticipata).
• PREMIO FEDELTA’. 4 per mille sull’importo sottoscritto. 
• TASSAZIONE. 12,5% come tutti i titoli di Stato.

 

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