Cambia la messa: donazioni con bancomat e nuova celebrazione

In provincia di Cremona le donazioni si faranno con il bancomat. E da domenica prossima la messa cambia per sempre

Anche la Chiesa sembra non essere immune alla sempre maggiore diffusione dei pagamenti elettronici e digitali. Complice la pandemia da Sars-CoV-2 e i pericoli legati all’uso del contante, una parrocchia di Cicognara (paese in provincia di Cremona) ha deciso di introdurre un nuovo modo per fare donazioni. I fedeli potranno scegliere di “fare la carità” con carta di credito o bancomat. Tra i banchi della chiesa, infatti, ha fatto capolino un POS, che consentirà di accreditare il denaro direttamente sul conto della parrocchia senza che ci sia bisogno di toccare il denaro.

E non si tratta dell’unica novità alla quale i fedeli dovranno abituarsi. A partire dalla domenica 29 novembre, prima domenica del calendario dell’Avvento 2020, farà infatti il suo “esordio” la nuova messa voluta da Papa Francesco. Così come previso dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla prossima domenica i parroci saranno tenuti a utilizzare il nuovo Messale, con novità riguardanti diverse parti della liturgia.

Le offerte si fanno con il bancomat: la novità della chiesa di Cicognara

Dallo scorso 22 novembre, come si legge sul sito web della Diocesi di Cremona, presso la chiesa di Cicognara ha fatto il suo esordio il “bussolotto elettronico per le donazioni“, un POS che permette di fare la carità con carta di credito o bancomat. Al momento della donazione, il fedele potrà decidere se destinare la sua offerta direttamente alla parrocchia, alla Caritas diocesana o all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. La donazione potrà essere dedotta dalla dichiarazione dei redditi, si legge nel post, presentando l’estratto conto della carta come giustificativo.

L’istituzione del “bussolotto elettronico”, si legge sempre sul sito web diocesano, nasce con lo scopo di sensibilizzare i credenti sul funzionamento dell’intero sistema di sostentamento dei sacerdoti che, ogni anno, costa alle casse del Vaticano oltre mezzo miliardo di euro (530 milioni di euro per 34 mila preti diocesani) per la sola Italia. Inoltre, come spiegato da dall’incaricato diocesano per il Sostegno economico della Chiesa don Andrea Spreafico, questa scelta permette di ridurre l’utilizzo di contante, rispettando le norme anti-Covid e mettendo i sacerdoti al riparo da malintenzionati.

L’esordio del nuovo Messale: cambia il “Padre nostro” e il “Gloria”

Il 29 novembre, come detto, farà invece il suo esordio la terza edizione del Messale. Si tratta della nuova liturgia della messa voluta da Papa Francesco, con cambiamenti che riguarderanno alcune delle preghiere più note e recitate.

Con la nuova edizione curata dalla CEI, ad esempio, cambierà la traduzione di un verso del “Padre nostro”: l’esortazione “non ci indurre in tentazione” diventerà “non abbandonarci alla tentazione“, mentre viene aggiunto un “anche” al verso “come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Anche il Gloria, oltre ad altre parti della celebrazione liturgica, subirà delle modifiche dovute a nuove e più corrette traduzioni. Il verso “pace in terra agli uomini di buona volontà” è stato cambiato in “pace in terra agli uomini, amati dal Signore”, per restituire una migliore traduzione del verbo greco eudokéo.

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