Nodo scuola risolto. Mille incertezze sul Governo Conte: da Autostrade all’ex Ilva

Sulla sopravvivenza dell'esecutivo restano molte nubi. I dossier FCA, Autostrade e Ilva.

Accordo fatto sulla scuola, uno dei nodi che aveva tenutoin fibrillazione il Governo negli ultimi giorni, ma sulla sopravvivenza dell’esecutivo restano molte nubi. I dossier FCA, Autostrade e Ilva, tre colonne della generazione del PIL italiano rischiano di mandare all’aria la fragile intesa trovata sul caso Bonafede. Sembra di essere agli ultimi tempi del Governo Lega-M5S, ha ammesso un esponente del Movimento, affermando che ci sono troppi veti e pochi punti di compromesso fra le posizioni dei Cinquestelle e del duo Pd-Leu.

LA SCUOLA NON DIVIDE PIU’

Un vertice notturno ha finalmente trovato la quadra sul capitolo scuola, in particolare sui concorsi, che si terranno subito dopo l’estate e senza quiz, solo con una prova scritta.

E’ stato così raggiunto un compromesso fra Movimento e Pd sia riguardo alladata dei concorsi (c’era chi proponeva di rinviare tutto a dopo l’anno scolastico 2021) sia sulle modalità (una prova scritta e non il consueto quiz a a crocette). Nel frattempo verranno direttamente assunti i 32 mila precari della scuola media e superiore, con l’inserimento nelle Graduatorie d’istituto e la messa a disposizione a partire dal 1° settembre, giusto in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Una soluzione che, sicuramente, è più vicina alle posizione del centro-sinistra, ma ha convinto anche il M5S a ritirare l’emendamento e laMinistra Azzolina, che si è dichiarata”soddisfatta”.

LA MINA AUTOSTRADE

E mentre il Governo tentata di spegnere le polemiche alimentate dal maxi prestito con garanzia statale chiesto da FCA, assicurando che il Gruppo dovrà tener fede ad alcuni impegni quali il mantenimento dei livelli occupazionali e gli investimenti in Italia, una nuova bomba è precipitata su Palazzo Chigi: Autostrade e la richiesta di unprestito con garanzia statale per 1,25 miliardi.

Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla anche Autostrade per l’Italia (ASPI), ha lanciato venerdì sera un aut aut al Governo, rendendo operativa e fruibile la linea di credito da 900 milioni approntata per ASPI, solo ai fini del pagamento degli stipendi e della manutenzione, mentre sono stati congelati investimenti aggiuntivi per 14,5 miliardi, che il Gruppo si era impegnato ad effettuare a fronte del rinnovo della Concessione.

Un’altra questione spinosa per il Governo Conte Bis, che sul problema Autostrade si scontra di nuovo, per l’idiosincrasia che i Cinquestelle nutrono verso la questione (l’ex Ministro dei Trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli, ne aveva fatto una vera e propria crociata). Le trattative sono ormai in stallo da troppo tempo e la crisi Covid-19 ha bloccato la fragile intesa che sembrava vicina a marzo: un mix fra tagli ai pedaggi ed investimenti in cambio del rinnovo della concessione sino al 2038.
Ed ora è tutto a rifare: boccino al centro.

OBIETTIVO SALVARE IL PIL

FCA, Autostrade… ci mancava anche l’Ilva! La crisi dell’acciaio, non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa, non poteva che riproporre un tema caldissimo: la gestione in perdita dello stabilimento di Taranto e la volontà del gruppo franco-indiano ArcelorMittal di ritirarsi dal Golfo italico. Un campanello d’allarme è tornato a suonare in in vista dell’incontro di oggi Governo-azienda-sindacati-Commissari: il “rimpatrio” a Londra del Cfo Sushil Jain, ultimo baluardo della presenza dell’azienda a Taranto.

Tre capitoli cruciali in un momento in cui la priorità è rilanciare l’economiaFCA impiega circa 54mila dipendenti (senza contare i 300mila dell’indotto) e vale un 10% del nostro PILAutostrade conta 13.500 dipendenti e gestisce una infrastruttura importante, la spina dorsale del nostro Paese, con un impegno ad estenderla ed un impatto importante sul Pil nazionale, per una cifra superiore ai 3 miliardi. L’Ilva conta quasi 11mila addetti in Italia ed ha ora in cassa integrazione quasi la metà dei dipendenti (5mila), impiegati perlopiù a Taranto. Una spina nel fianco del Governo da molto, troppo tempo. Un problema per l’azienda ArcelorMittal, che con l’acciaio di Taranto perde 100 milioni al mese. Un altro capitolo nero della storia economica recente.

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