Governo, niente intesa sui rimborsi ai truffati dalle banche: scontro Di Maio-Tria

"Non è possibile che si perda altro tempo, la pazienza è finita", tuona il Leader pentastellato

Ancora acque agitate nel Governo. Niente intesa sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. Non bastano più di tre ore in Consiglio dei Ministri per trovare l’accordo. Anzi. Nonostante per tutta la giornata di ieri il Premier Giuseppe Conte avesse provato a percorrere la strada dell’ottimismo assicurando che alla fine una soluzione sarebbe stata individuata, la lunga riunione a Palazzo Chigi si è conclusa con il via libera Dl crescita, che dovrà stimolare appunto l’economia, con la formula “salvo intese”.

Soddisfatto il Vicepremier Luigi Di Maio che dice: “Sono molto contento che il Consiglio dei Ministri abbia approvato il decreto che avrà un impatto positivo sul Pil e sulla crescita delle imprese”.

Al netto però delle dichiarazioni di facciata, il Governo è di nuovo in stallo. A bloccare l’esecutivo l’ennesimo braccio di ferro tra il Ministro Tria e il Vicepremier M5s Luigi di Maio. Al termine del CdM fonti del Movimento avevano fatto sapere che “ha vinto la linea Di Maio sul risarcimento dei risparmiatori truffati“, spiegando appunto che nel decreto crescita non sono entrate le norme volute inizialmente da Tria e che avrebbero modificato gli accordi assunti con le associazioni di risparmiatori. “Nessuna norma può essere inserita senza accordo delle associazioni”, ha tuonato Di Maio in Cdm.

Tiene il punto il Ministro dell’Economia Tria: per firmare i decreti attuativi esige una norma primaria che modifichi la legge di Bilancio e preveda una sorta di tutela dei funzionari del Mef che potrebbero rischiare l’accusa di danno erariale da parte della Corte Conti, indicando Consap come ente erogatore dei risarcimenti.

DI MAIO, LA PAZIENZA E’ FINITA – Chi la spunterà alla fine? Di Maio non sembra voler arretrare.“Non è possibile che si perda altro tempo” sugli indennizzi ai truffati dalle banche “si trova soluzione tecnica per un indennizzo diretto, senza misselling o arbitrati, dopodichè la pazienza è finita”, ha tuonato.

“Lunedì al massimo con le associazioni dei risparmiatori si deve trovare la soluzione tecnica poi è chiaro che il decreto qualunque esso sia dovrà essere firmato – ha aggiunto – Per noi la cosa importante è che non si mettano in mezzo meccanismi di misselling o arbitrati che poi alla fine creano soltanto un rallentamento dei pagamenti. I pagamenti devono avvenire subito e lunedì al massimo si può convenire una soluzione per l’indennizzo diretto, non altro”. “Deve essere chiara una cosa in legge bilancio abbiamo detto che i truffati dalle banche devono avere i soldi” ha concluso

CONTE IL MEDIATORE – A mediare ci prova ancora una volta il Presidente del Consiglio Conte che lunedì 8 aprile incontrerà a Palazzo Chigi le associazioni dei risparmiatori per concordare la norma che dovrebbe essere varata in un nuovo Cdm martedì 9.

Solo dopo si valuterà con precisione come procedere. “E’ un passaggio che riteniamo importante per confrontarci con le persone direttamente coinvolte e dal quale auspichiamo di trarre il decisivo contributo che ci consentirà di definire i passaggi tecnici conclusivi al fine di pervenire alla migliore soluzione utile a rimborsare tutti i risparmiatori coinvolti”, ha spiegato Conte.

Lega: “Troppi no, basta bloccare il Paese” – “Troppi no e troppa lentezza. Serve un cambio di passo. La Lega vuole più concretezza. Ci aspettiamo risposte serie e reali per i risparmiatori ma basta bloccare il Paese con i no”.

Al termine del Cdm arriva la lamentela del Carroccio che spinge sull’acceleratore e invoca un cambio di rotta. “Devono partire cantieri, opere, flat tax, bisogna togliere la burocrazia inutile, riformare il codice degli appalti, fare la riforma della giustizia per avere tempi certi. Alle parole ora devono seguire i fatti”.

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