Negozi aperti di domenica? Il Governo fa dietrofront ma i cittadini si mobilitano

Un disegno di legge vuole limitare le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti sull'apertura dei negozi nei giorni festivi: "Concorrenza da far west". Ma associazione di consumatori lancia una petizione perché si possa continuare a far la spesa anche di domenica VOTA E DI' LA TUA

La questione delle aperture domenicali dei negozi è tutt’altro che risolta. La legge "Salva Italia" (varata con decreto legge il 6 dicembre 2011) aveva introdotto la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi per lasciare spazio alla libera iniziativa nella gestione dell’azienda all’imprenditore, dare la possibilità al consumatore di avere a disposizione più servizi nei giorni festivi, rendere più vitali e servite le città anche per lo sviluppo del turismo. 
 

Ma all’esame della X Commissione della Camera si trovano tre Disegni di legge in materia di aperture festive degli esercizi commerciali che vogliono ristabilire la situazione precedente alla liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti. Tra questi spicca la proposta di legge n.750 presentata alla Camera dal deputato Cinque Stelle Michele Dell’Orco e da altri parlamentari, che chiede di limitare la liberalizzazione ai soli comuni turistici, nonché l’istituzione di piani regionali per le aperture festive e domenicali con il 25% di esercizi aperti per merceologia in ogni comune e al massimo 12 aperture l’anno per singolo esercizio. 

Per capire le motivazioni della proposta basta leggere l’introduzione al disegno di legge presentato alla Camera: "la conseguenza di questa deregulation – si legge  – è infatti che la grande distribuzione compete incidendo sulla tutela dei lavoratori e costringendo il personale a turni massacranti, i piccoli esercenti invece, che non possono contare su una risorsa di personale altrettanto consistente, soccombono alla concorrenza. Ma il principio della libera concorrenza non può soverchiare una serie di altri diritti e princìpi costituzionali tra cui quello delle pari opportunità. Il risultato di questa concorrenza da far-west è la chiusura dei piccoli esercizi con una desertificazione dei centri storici e dei quartieri più periferici che è sotto gli occhi di tutti. Secondo i dati di Confcommercio, nel primo bimestre 2013, solo nel settore della distribuzione commerciale, sono spariti quasi 10.000 negozi, con un vistoso crollo (-50 per cento) delle aperture di nuove attività".

L’argomento tocca da vicino i consumatori, che avevano accolto di buon grado la liberalizzazione introdotta. Il Movimento Difesa del Cittadino risponde a chi si oppone alle aperture festive, ricordando che "sono molti i servizi che da sempre funzionano anche nei giorni festivi: dai trasporti alla sanità, dalla ristorazione agli alberghi, dalle comunicazioni alle forze dell’ordine. Forse che questi lavoratori sono diversi da chi è impegnato nel commercio e non avrebbero gli stessi diritti? L’apertura domenicale è inoltre importante anche per sostenere i consumi, permettendo tempi più comodi e scelte più partecipate magari da tutta la famiglia”.
E l’associazione di consumatori lancia una petizione per confermare e promuovere l’iniziativa delle aperture domenicali degli esercizi commerciali che, a detta di MDC, in questi mesi hanno incentivato non solo il consumo, con un beneficio economico positivo per i commercianti e per tutto il sistema economico, ma ha soprattutto consentito a tanti italiani di aver la possibilità di usufruire di più ampie possibilità di fare acquisti durante la settimana, a fronte di sempre meno tempo disponibile.

Una liberalizzazione spietata ai danni dei piccoli esercizi o uno spazio alla libera iniziativa al passo con i tempi? VOTA E DI’ LA TUA!

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