NaDEF, seconda ondata spaventa PIL e ripresa

Nella nota di aggiornamento al DEF il Governo disegna nuovi scenari, qualora il virus tornasse a colpire duro nei mesi invernali

L’auspicio di tutti era che il coronavirus avesse allentato le morse e che il peggio fosse alle spalle, pur tenendo rigorosamente la guardia alta.

 

I numeri in Europa,  in costante crescita, purtroppo, dicono ben altro. Situazione a dir poco allarmante in Francia, Spagna, passando per la Gran Bretagna e anche la Germania deve fare i conti con il tanto temuto rialzo dei contagi.

 

E l’Italia? Fino a pochi giorni fa abbiamo viaggiato intorno ai 1000-1500 casi al giorno, soglia (anche psicologica) sotto i duemila. Adesso la situazione è cambiata: l’aumento dei contagi è lieve, ma costante, e abbiamo sfondato quota 2000, numero che ha indotto il Governo a correre, in fretta, ai ripari, per evitare che da qui ai prossimi mesi, quelli in cui bisognerà fare i conti anche con l’influenza, la situazione sfugga di nuovo di mano. Al vaglio proprio in queste ore, il nuovo DPCM che prevede con grande probabilità l’uso della mascherine all’aperto in tutta Italia e stretta su feste e cerimonie.

 

Ovviamente, a preoccupare, è l’aspetto economico visto che pandemia e PIL camminano a braccetto e una seconda ondata sarebbe il colpo di grazia che potrebbe  costare oltre 3 punti di Pil nel 2021 e 1,5 in quello di quest’anno, con la ripresa che a questo punto si vedrà davvero solo nel 2022.  A disegnare questo possibile scenario è il Governo nella Nadef (la Nota di aggiornamento al Def) attesa stasera consiglio dei ministri.  E’ quanto anticipa oggi il Sole24Ore precisando che Nella bozza l’Esecutivo rende note le sue previsioni aggiornate che come anticipato dal ministro dell’Economia Robero Gualtieri prevedono una crescita del Pil programmatica al 6% nel 2021, del 3,8% nel 2022 e del 2,5% nel 2023.

 

Numeri però che potrebbero cambiare, qualora il virus decidesse di tornare a colpire in maniera più decisa. All’ipotesi, come riporta il quotidiano economico, è dedicato il paragrafo “Scenario avverso di recrudescenza dell’epidemia”.  Qualora i contagi dovessero salire sensibilmente il Governo sarebbe pronto a  “reintrodurre chiusure selettive di alcuni settori e misure di distanziamento sociale”. Decisioni che avrebbero un effetto anche sul Pil che a questo punto “subirebbe una nuova caduta nel quarto trimestre”.

 

Al momento, escluso un lockdown generalizzato, ma con chiusure seppur  locali e stop alle attività a macchie di leopardo  che potrebbe vedere un “rafforzamento» anche “nei primi mesi del prossimo anno” il Pil “continuerebbe a scendere, sia pure – sottolinea  la Nadef – in misura nettamente inferiore a quella della prima metà del 2020.

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