Mutui, il taglio dei tassi cancellato dal super spread

C’è crisi di liquidità, la banche rendono più difficile l’accesso al credito

La decisione della Banca centrale europea di ridurre di 25 punti base il costo del denaro ha sicuramente avvantaggiato i detentori i di un mutuo a tasso variabile (per un prestito di 100mila euro ventennale, siamo attorno ai 13 euro in meno al mese). Purtroppo la mossa del neo governatore Mario Draghi non risolto i problemi di liquidità nel sistema finanziario. Le banche, infatti, stanno drasticamente riducendo l’accesso al credito, con conseguente rialzo degli spread (ovvero il guadagno degli istituti di credito) sia sui finanziamenti variabili sia su quelli fissi. Ad oggi è difficile trovare prodotti con spread inferiore al 2%, ma si arriva pure al 3%.

Inoltre gli istituti stanno decisamente abbassando la percentuale di finanziamento rispetto al valore dell’immobile, sulla previsione di una caduta del mercato residenziale e quindi di un deprezzamento dei beni ipotecati.

I cittadini italiani continuano a preferire il mutuo variabile, trend che potrebbe accentuarsi in futuro. L’Euribor nei prossimi mesi potrebbe ancora scendere. I future sul valore del trimestrale scommettono su un livello dell’1% entro settembre 2012. Occorre, però, prestare molta attenzione su questa scelta: con gli spread attuali molto alti, una risalita del costo del denaro potrebbe avere pesanti conseguenza sulla sostenibilità delle rate.
Sul fronte del fisso, è scontato che sul lungo periodo questi finanziamenti non siano vantaggiosi. Ma va detto che in questo periodo l’Eurirs è sotto il 3%: dunque è possibile trovare mutui attorno al 5%. Un buon compromesso per chi preferisce la tranquillità all’alea del variabile.

Mutui, il taglio dei tassi cancellato dal super spread
Mutui, il taglio dei tassi cancellato dal super spread