Un tetto per la sospensione della rate mutui casa

La moratoria dovrebbe interessare solo i prestiti non superiori ai 120mila euro

Lo stop al pagamento delle rate riguarderà prestiti non superiori ai 120mila euro. E’ questa una delle indiscrezioni che sono trapelate sul provvedimento di sospensione della rata del mutuo attualmente all’esame del governo.
La novità sarebbe emersa nel corso degli incontri tra l’Abi e le associazioni dei consumatori che in questi giorni stanno definendo i dettagli della moratoria che, nelle intenzioni, dovrebbe scattare con le rate in pagamento a febbraio.

Rimane ancora avvolto nel più fitto mistero la procedura di rientro post moratoria. Le rate non pagate saranno spalmante su un periodi di cinque o dieci anni? E ancora. Come saranno pagati gli interessi?
Su questo punto sono allo studio due soluzioni tecniche:
– la sospensione solo della parte capitale, continuando a pagare gli interessi, che non verrebbero dunque incrementati;
– il rinvio di tutte le 12 rate, sulle quali si dovranno dunque ricalcolare gli interessi. Si lavora su entrambe, anche se le associazioni dei consumatori chiedono un limite massimo del 10% di aumento per gli interessi sulle rate.

Sembrano confermati i beneficiari dell’iniziativa:
– lavoratore dipendente a tempo indeterminato che ha perso il posto di lavoro;
– lavoratore dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato il cui contratto è terminato;
– lavoratore autonomo che ha cessato l’attività;
– nucleo familiare in cui è deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia;
– lavoratori in cassa integrazione ordinaria o straordinaria.

Infine sono esclusi dalla sospensione i prestiti con durata inferiore ai 5 anni e per quelli in cui il ritardo nei pagamenti sia iniziato prima della perdita del lavoro o della cassa integrazione.

Un tetto per la sospensione della rate mutui casa