Mutui, si alza il tetto per rinegoziarli. Le prime novità per il decreto sviluppo

Si può rinegoziare un mutuo fino a 200 mila euro. E il fisco non potrà far scattare l'ipoteca per debiti inferiori ai 20mila euro

Alleggerimenti per chi ha sulle spalle un mutuo o un debito col fisco. Dovrebbero essere queste le principali novità previste per il decreto sviluppo in attesa di essere convertito in legge (entro il prossimo 13 luglio). Condizionale ancora d’obbligo perché il decreto per ora è in stallo in commissione Bilancio della Camera a causa dell’assoluta parità tra maggioranza e opposizione. Finirà, c’è da scommetterci, col solito voto di fiducia per sbloccare la situazione.

Per ora le novità all’ordine del giorno riguardano la rinegoziazione dei mutui e i mezzi di riscossione dei debiti verso l’erario, le cosiddette “ganasce fiscali“.

Mutui rinegoziabili anche per le famiglie
meno “povere”

Si allarga la possibilità di rinegoziare i mutui a tasso interamente variabile (sono quindi esclusi i mutui a rata costante o quelli col cap) stipulati per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa:

  il valore del mutuo passa da 150mila a 200mila euro,

  l’indicatore Isee (situazione economica equivalente) della famiglia massimo passa da 30mila a 35mila euro.

No a ipoteche e ganasce per passi importi

Buone nuove anche per i contribuenti che hanno sospesi col fisco. Come richiesto da più parti viene alzata l’asticella per applicare le ipoteche sugli immobili e le ganasce fiscali come mezzi di riscossione:

  il tetto sotto il quale non possono essere accese ipoteche sugli immobili o praticati espropri sale da 8mila a 20mila euro (il nuovo limite varrà però solo in caso di giudizio pendente, negli altri casi resta di 8mila euro);

  viene imposto ai comuni il limite minimo di 2mila euro per poter far scattare le ganasce fiscali, cioè il fermo amministrativo del veicolo in caso di multe non pagate. (A.D.M.)

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